Giornalista, scrittore, autore-regista cine-televisivo. Esperienza pluridecennale a Rai Uno. Ha pubblicato libri di testimonianze, saggi, esperienze e collane di volumi d’arte. Collaboratore di alcuni quotidiani nazionali, ha diretto agenzie stampa e testate di vario tipo. Si occupa di Ambiente, natura, Spiritualità, Arte, fotografia. Dirige il settimanale online papale-papale.it (dantefasciolo@gmail.com).
Itinerari di spiritualità e cultura per il Giubileo
di Dante Fasciolo
In un' area ricca di storia, arte e spiritualità, disseminata di eremi aspri e solitari adatti alla contemplazione e alla ricerca dell'Assoluto, il viaggio si propone un' unica Cultura del Perdono.
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio fu fatta edificare per volontà di Pietro Angelerio da Morrone (Celestino V) e nella stessa l'eremita ricevette le insegne papali nel 1294.
L‘Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro, adagiata alle falde di monte Genuardo, nel triangolo Giuliana, Bisacquino, Contessa Entellina, appartiene alla seconda generazione dei monasteri benedettini di Sicilia, cioè successiva alla fondazione dei monasteri normanni.
La valle dell’Acquarella è un complesso di notevole interesse paesaggistico, naturalistico e storico posto sopra l’abitato di Albacina, che si può raggiungere con un sentiero molto suggestivo.
La Certosa è immersa in un magnifico querceto a 825 metri di altitudine e a 6 chilometri dal centro abitato di Collepardo. Fondata nel 1204 da Papa Innocenzo III, fu affidata ai monaci certosini, che l’hanno gestita fino al 1947, quando è passata alla Congregazione dei Cistercensi dell’Abbazia di Casamari.
Il Monte Lussari oltre alle bellezze naturali che lo caratterizzano, deve la sua fama soprattutto al suo Santuario amato e visitato dai popoli dei tre confini che lo circondano: sloveno, austriaco e italiano.
Mostra promossa dall'Associazione Culturale "La Rosa dei Venti"
di Dante Fasciolo
Grande interesse ha suscitato la mostra “Sweet Death” (Premio Internazionale della Stampa) allestita presso il Padiglione Guademalteco, ispirata dalle coloratissime e variopinte tombe del cimitero di Chichicastenango, eco di lontani riti maya, “Dolce Morte” appunto, laddove le decorazioni cromatiche servivano per illuminare e dimenticare la visione buia e tetra della morte.
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