AAAA. ATTENZIONE - Cari Lettori, questo numero resterà  in rete fino a venerdi 3 giugno quando cederà  il posto al n° 274. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi ecco qualche massima: Meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio (O. Wilde) - Riesco a resistere a tutto tranne che alle tentazioni (O. Wilde) - Un banchiere è uno che vi presta l'ombrello quando c'è il sole e lo rivuole indietro appena comincia a piovere (M. Twain) - Il vantaggio di essere intelligente è che si può fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile (W. Allen) - Sembra che io abbia una costituzione che non regge l'alcol e ancor meno l'idiozia e l'ignoranza (J.Kerouac) - Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza (A. Block) -

Rubrica: Testimonianze

In Viaggio lungo lo Jonio alla scoperta della...

Magna Grecia

Sui passi di George Gissing - Terza puntata

di Giuseppe Cocco

Magna Grecia

Dopo essersi tolto la curiosità infantile di vedere il luogo in cui fu sepolto Alarico Re dei Goti, il mio amico Gissing, approfittando dell'itinerario di attraversamento della Calabria da Ovest ad Est, trovandoci a Cosenza, decide di dirigersi a Taranto per la tappa iniziale del viaggio di scoperta lungo la Costa Jonica della Magna Grecia.

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In Viaggio lungo lo Jonio alla scoperta della...

...Magna Grecia

Sui passi di George Gissing - Seconda puntata

di Giuseppe Cocco

...Magna Grecia

Il contatto umano è difficile per Gissing che guarda e viene ricambiato con sguardi interrogativi e curiosi; ama la solitudine e aggirandosi per il corso di Paola si lamenta, come Lawrence nel suo viaggio in Sardegna, del fatto che non esistano più i bei costumi tipici, sostituiti da una maniera di vestire comune e scolorita dell'età distruttrice.

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In Viaggio lungo lo Jonio alla scoperta della...

...Magna Grecia

Sui passi di George Gissing - Prima puntata

di Giuseppe Cocco

...Magna Grecia

Passeggiare per le stradine dove avevano passeggiato gli antichi scrittori, di quel mondo di sapienza e pensiero, lo scrittore avverte l’indispensabilità come difesa dalla modernità e dei conflitti della sua epoca. Dell’Italia ammira gli aspetti umani e della natura, l’atmosfera musicale e vibrante di luoghi che evocano un mondo magico in cui perdersi e ritrovarsi.

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

la lunga strada di sabbia

Puntata Ultima

di Giuseppe Cocco

la lunga strada di sabbia

[...] Non ero mai andato nella periferia di Trieste che si stende sulla strada dell’Istria e di Pola. ... Le grandi strade, i grossi palazzi popolari, contro un cerchio di colline tristi, scure, senza forma [...] [...] Trieste finisce, con gli ultimi cantieri del porto, gli ultimi palazzoni, contro quelle tristi colline fumose, contro la cortina bianca del cielo.

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

la lunga strada di sabbia

di

Giuseppe Cocco

la lunga strada di sabbia

Il viaggio lungo la strada di sabbia, in compagnia di Pier Paolo Pasolini, continua. Partiamo da Mestre e Venezia per arrivare a Jesolo e Caorle. Continua ad essere il mese di Agosto 1959 per Pasolini e 2021 per me, e assieme viaggiamo verso il Friuli Venezia Giulia, dove ci aspetta l'ultima tappa, altri ed ultimi 267 km fino alla spiaggia di Lazzaretto di Muggia al confine con la Slovenia, dove arriveremo la prossima puntata: fine della lunga strada di Sabbia di Pier Paolo Pasolini.

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

Di
Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

[...] Ora cominciano le spiagge della mia infanzia e della mia adolescenza: non saranno più scoperte, ma verifiche. A Riccione, andavo in villeggiatura quand’ero ginnasiale. Arrivo: non riconosco quasi più niente. [...]
[...] Allora, quando, con intima gioia, il gelato lo prendevo tutti i giorni, tutto era qui più assoluto e più eterno. Le giornate erano lunghissime, delle entità dotate di vero valore e di vera durata: il periodo delle vacanze era un periodo della vita. [...]
[...] A Riccione ho avuto la mia prima avventuretta, così passata di moda. [...]

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

Di
Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

Mese di Agosto 2021 ed io dall’1 al 4 continuo a viaggiare in compagnia di Pasolini lungo la sua “Lunga strada di sabbia” nell’agosto 1959.
Partiamo per altri 211 km da Francavilla al mare passando per Pescara in Abruzzo e continuando per San Benedetto del Tronto, Ancona e finire a Senigallia nelle Marche.
Ancora la stesura di una sceneggiatura senza soluzione di continuità, con considerazioni sinestetiche, osservazioni di piani lunghi, piani sequenza, alternati a primi piani, che disegnano gli ambienti e i personaggi del racconto filmico.

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

[...] laggiù c’è uno scoglio che buca il mare, sotto il faro del Capo (di Leuca) [...]

[...] Ma stiamo altissimi sul mare: a destra lo Ionio, tremendo, nemico, preumano, a sinistra il caro, dolce, domestico Adriatico.[...] [...] Io cammino per la piccola spiaggia deserta, ai piedi del paese (Rodi Garganico). [...]

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

Siamo ancora nel mese di Luglio 2021 ed io dal 18 al 31 continuo a viaggiare in compagnia di Pasolini lungo la sua “Lunga strada di sabbia” nel luglio 1959. In un giorno, con altri 498 km PPP va da Reggio Calabria a Taranto, poi (nella prossima puntata) con altri 150 km va fino a Santa Maria di Leuca e con 501 km da Santa Maria di Leuca a Rodi Garganico, per un totale di 1149 km. Eravamo in Sicilia e riattraversato lo Stretto, Pasolini torna a Reggio Calabria...

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

[...] Avevo sempre pensato e detto che la città dove preferisco vivere è Roma, seguita da Ferrara e Livorno.Ma non avevo visto ancora, e conosciuto bene, Reggio, Catania, Siracusa. [...] [...] sembrano sempre appena ricostruite da un terremoto, da un maremoto, tutto è provvisorio, cadente, miserabile, incompleto [...]

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

Poi vedo un’insegna: “Locanda”. In un vicoletto da incubo. C’è un forno illuminato. Chiedo. Un povero cristo esce, e comincia a chiamare il padrone della locanda, come un disperato. Nessuno risponde.

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

Di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

[...] Lascio la strada sul mare, e mi arrampico su, tra colline di pergole di vigneti, di fichi d’India, più verdi del verde. Ecco a sinistra Scala, e, dopo un’ultima curva da vertigini, una piazzetta con una fontana moresca: sono a Ravello. [...] [...] Lì ho passato le due ore più belle di tutto il mio viaggio, e, sicuramente, tra le più belle della mia vita. [...]

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

Pasolini scrive sul diario:
[...] Solo io e Ischia.
Io e migliaia di cose, migliaia di persone.
Tutto nuovo.
Scende la sera.
L’intera Casamicciola è sul suo porticciolo... è la piena sagra
dei grandi giorni d’estate.
Prendo un piccolo pullman, anzi pulmàn, e in dieci minuti arrivo
a Porto d’Ischia. [...]

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

[...] Arrivo a Napoli verso sera ... Ceno da Ciro, fermato invano dalla Bersagliera in persona che mi trattiene per la camicia, poi dai camerieri della Zi’ Teresa. [...]
[...] I guaglioni si gettano in mare a raccogliere le monete gettate dagli stranieri. Girano intorno ai venditori di ostriche e cozze. [...]

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Sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

Ancora il mese di Giugno 1959, 4 giorni con Pasolini che continua il suo viaggio senza soluzione di continuità - nel giro di 5 pagine - finisce il primo capitolo passando dalla Versilia alla Costa Maremmana fino all’Argentario con Porto Santo Stefano.

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La lunga strada di sabbia

di Giuseppe Cocco

La lunga strada di sabbia

È l’estate 1959, per la rivista Successo, Pier Paolo Pasolini percorre nei 3 mesi estivi di giugno, luglio e agosto, gli 8.000 Km di coste italiane al volante di una Fiat 1100 per realizzare «La lunga strada di sabbia» un ampio racconto dell’Italia tra cambiamento e tradizione, vacanza borghese e residui di un dopoguerra difficile.

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La lunga strada di sabbia - 1

Liguria dal Confine italo francese al Golfo dei Poeti

Giuseppe Cocco

sui passi di Pier Paolo Pasolini

La lunga strada di sabbia - 1

Appunti, impressioni, pensieri, impressioni, simili ad istantanee fotografiche ad una sceneggiatura, carrellate ed inquadrature di un film. Un occhio al paesaggio ed uno all'umanità che li vive e l'invade, attori in scena di cui coglie il contrasto tra eccessi di volgarità di alcuni, sempre attirato, da esteta, da giovani "ninfette" adolescenti, due delle quali iniziano e terminano il viaggio ligure.

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Raoul Follereau

di
Dante Fasciolo

Raoul Follereau

-Non ho mai cessato di scrivere poesie, o poemi; la mia felicità è guardare gli ulivi e sperare in un mondo di pace, concordia e fraternità. Questo mondo non è ancora nato, ma possiamo tutti lavorarci sopra. Ciò di cui la gioventù ha più bisogno, ancor prima delle necessità materiali – delle quali è più volte rimpinzata - è l’ideale della speranza.Il mondo non aspetta più niente: questo è il suo dolore, la sua infelicità… la sua maledizione.

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“La non violenza è una scelta urgente”
Mobilitazione cattolica per riconvertire la spesa militare

Una scelta urgente

Intervista al gesuita Pino Di Luccio di Giacomo Galeazzi per In Terris

Una scelta urgente

"Una lettera dopo la tempesta”’ scritta da alcuni docenti e amici della Facoltà teologica dell’Italia meridionale, e ora tradotta, condivisa e dibattuta in alcuni Paesi europei, dell’area del Mediterraneo e dell’America latina, è un documento che vuole inaugurare il versante politico della teologia contestuale e della teologia del Mediterraneo. Un principio importante di questo documento è la non violenza basata sull’insegnamento di Gesù e del Vangelo”.

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La rivoluzione degli infinitamente piccoli

Abbe' Pierre

Un altro mondo è possibile - Prefazione di Edgar Morin - Editrice Terra Santa

Abbe' Pierre

«Sono rimasto sconcertato di fronte a queste pagine. L’Abbé Pierre era assolutamente consapevole del destino dell’umanità ben prima della globalizzazione che sarebbe esplosa dopo il 1989."

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