#313 - 3 settembre 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 dicembre quando lascerà  il posto al numero 319. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Testimonianze

Continua la narrazione di una nuova avventura antica e attuale

In Viaggio lungo lo Jonio alla scoperta della...

Magna Grecia

Sui passi di George Gissing - nona puntata

di Giuseppe Cocco

All'inizio di queste 4 pagine, dopo aver tanto titubato, alla fine Gissing ed io abbiamo deciso, prima di ripartire, o forse sarebbe meglio dire fuggire, da Squillace, di fare un giro di perlustrazione per raccontare una Squillace che oggi non è più quella di allora, un'altra cittadina del Sud povera dalle squallide condizioni di vita, quello che oggi è un bel paese dall'urbanistica medievale, nel 1879 risulta agli occhi di Gissing un brutto e repulsivo agglomerato di case come mai incontrato.
Certo avevamo cominciato col piede sbagliato: la pioggia deprimente, la fame insoddisfatta, hanno messo del loro sulla percezione del reale.
Dopo gli entusiasmi vissuti a Catanzaro, si torna alla depressione crotonese.

Magna Grecia

Mentre ci aggiriamo nel paese, arriviamo al Castello diroccato sulla cima, Gissing, con la sua visionarietà, cerca di immaginare il grappolo di case nella luce e nel calore che Cassiodoro chiamava patria del sole; ma è confuso tra le informazioni di Cassiodoro che parla di una collina non tanto alta a cui si accede senza fatica e quelle di Lenormant che sostiene sia quella nonostante i cambiamenti del tempo; cerca di capire se quella che stiamo visitando, sia la Scylaceum del sesto secolo o il rifugio medievale che prese nome dall'antica città più vicina alla costa.
In definitiva, tutto considerato, dato il tempo e il cattivo alloggio, la voglia di scappare è tanta, accompagnata da quella di voler visitare ciò che rimane del Convento fondato da Cassiodoro che avevamo notato nella valle salendo.

Magna Grecia

Ci accingiamo quindi al commiato, torniamo a pagare il conto come promesso ma, a differenza di quanto avvenne a Crotone dove fummo meravigliati della loro onestà, qui ci viene estorto il triplo della somma che sarebbe stata ragionevole per la quantità di cibo mangiato; a questo, a brutto muso, si aggiunse anche un "consiglio" peggiorativo del trattore per un'altra truffa per rifarmi della cifra pagata: fare la tara sulla paga del cocchiere.
Non sono i tempi di Booking o Trip Advisor con la possibilità di postare le opinioni in rete, così Gissing decide di mandare conto e ricevuta all'amico Console a Catanzaro, perché possa avvertire altri eventuali viaggiatori.
Arrivati velocemente alla Stazione Marittima, in anticipo di due ore buone sul treno, rimaniamo a guardare dal suo interno, lì in alto, il paese che da qui, di lontano appare pittoresco.

Magna GreciaMagna Grecia

Cassiodoro.
Durante queste 6 pagine, ci troviamo a passeggiare lungo la ferrovia che dapprima traversa la foce del fiume che, come tutte le fiumare calabresi dopo tanta pioggia scorre in regime torrentizio torbido e giallo sporco, mentre il pensiero torna ai racconti di Cassiodoro che lo raccontava come un bel fiumicello che scorreva all'interno del suo Monastero, abbondante di pesci.
Ancora una volta, come già avvenuto con Capo Colonna, anche per contemplare il Monasterium Vivariense, non rimane che l’immaginazione, vedendolo di lontano, contemplandolo con la mente e pensando alla storia e all’opera del suo fondatore Magnus Aurelius Cassiodorus Senator, uomo politico, storico e monaco, figlio di quella terra che tanto lustro diede alla stessa.

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Ora che poco rimane delle pietre del Monastero, non rimane che ricordare la storia e la figura di Cassiodoro uno dei dei nati nel 480 d.C. assieme a Boezio, poeta e filosofo, e San Benedetto.
Cassiodoro, che dopo aver ricoperto ruoli chiave accanto agl’Imperatori Ostrogoti, contribuendo a determinare saggezza e clemenza del Regno, quando frustrato, all’età di 60 anni, si ritirò dal mondo per scrivere la storia di quanto vissuto e dei tempi, e per fondare una Comunità Monastica a cui diede una regola per la santificazione del lavoro intellettuale.
Grande importanza diede al lavoro dei suoi Antiquarii, i copisti, simili ai coevi Amanuensi Benedettini, che lavorarono per conservare i manoscritti che correvano il rischio di una completa distruzione.

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