#302 - 5 marzo 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Testimonianze

Itinerario e Luoghi del Capitolo: Venezia - Mestre - Jesolo - Caorle

Sui passi di Pier Paolo Pasolini

la lunga strada di sabbia

di

Giuseppe Cocco

Il viaggio lungo la strada di sabbia, in compagnia di Pier Paolo Pasolini, continua.
Partiamo da Mestre e Venezia per arrivare a Jesolo e Caorle. Continua ad essere il mese di Agosto 1959 per Pasolini e 2021 per me, e assieme viaggiamo verso il Friuli Venezia Giulia, dove ci aspetta l'ultima tappa, altri ed ultimi 267 km fino alla spiaggia di Lazzaretto di Muggia al confine con la Slovenia, dove arriveremo la prossima puntata: fine della lunga strada di Sabbia di Pier Paolo Pasolini.

Provenendo dai Lidi Ferraresi, «... Dopo un volo per le lunghe piste sugli argini, alti sopra la più verde, malinconica, severa campagna d’Italia, lungo le lagune, arrivo al caos di Mestre. ...»

la lunga strada di sabbia

Nella stesura della sua sceneggiatura di viaggio, PPP va a Venezia scendendo direttamente piazza San Marco per immergersi nel salotto cittadino che gli permette di usare i suoi primi e primissimi piani, osservando e raccontando i dialoghi, a cominciare dagli autoctoni:
«... Vado al ristorante ... Il proprietario, un giovane colto ... mi dice subito ... Gli stranieri che sono venuti quest'anno a Venezia, sono tutti della gente brutta, sgradevole, maleducata ...» è evidente che un anno valga l’altro per le lamentazioni e che anch’esse sono sempre uguali; forse solo oggi, causa pandemia, i ristoratori sono meno schizzinosi.

Poi si avvicina al tavolino di due artisti, Santomaso e Turcato, che vorrebbero essere da un’altra parte, molto più a sud, rincarando la dose dell’indigeno lamentandosi di tutto «... Uno non può neanche andare a comprarsi un gelato ...»
Un paio di giorni veneziani e poi via, «... verso l’arco dell’Adriatico verso Trieste, è il confine meridionale della mia prima giovinezza: tutto è visto, tutto è nei miei precordi ...» nella certezza dei luoghi conosciuti, certezza che presto viene delusa dai ricordi traditi da una terra ormai resasi straniera.

Arriva nella nuova Jesolo, che non esisteva ed oggi è stipata di villini, pensioni e dal concerto assordante di zoccoli dei turisti italo- tedeschi.
Poi Caorle che invece esisteva, ma analogamente a Jesolo, da spiaggetta per i locali si è trasformata in spiaggia di Vienna e Monaco e «... Squallide, tristi pensioni, in folla, ... hanno soffocato l’antico paese ...» ed «... Una fiumana di brutti tedeschi e di fastidiosi giovinotti del retroterra travolge tutto. ...» una fiumana che lo porta con la sua curiosità per l’umanità, ad assistere all’elezione di “Mister 1959”, una serata degna di un film dei Vanzina, raccontata con dovizia di particolari dall’occhio acuto di Pasolini.

[...] Dopo un volo per le lunghe piste sugli argini, alti sopra la più verde, malinconica, severa campagna d’Italia, lungo le lagune, arrivo al caos di Mestre ... riprendo la corsa verso Venezia, per il ponte battuto da migliaia di fari. [...]
[...] Finalmente prendo il motoscafo e sbarco a piazza San Marco. [...]
[...] Mi guardo intorno con riacceso interesse: la piazza è la solita, il solito salottone con le orchestrine noiose, che suonano tronfia musica leggera: intorno gli stranieri si stipano. [...]
[...] Vado al ristorante ... Il proprietario, un giovane colto ... mi dice subito: “ Oh sì, mi dispiace dirlo, ma sono diventato quasi xenofobo! Gli stranieri che sono venuti quest'anno a Venezia, sono tutti della gente brutta, sgradevole, maleducata...”.
A un tavolo, ..., ci sono due famosi pittori, Santomaso e Turcato.
Rivolgergli la parola è come accendere una miccia. [...]

la lunga strada di sabbia

Mestre è una località del comune di Venezia, i cui abitanti si chiamano Mestrini. Costituisce il centro principale della terraferma veneziana.
Già comune autonomo, nel 1926 Mestre fu integrata nel Comune di Venezia e, nel secondo dopoguerra, ne accolse lo sviluppo urbano, diventando sede di quartieri residenziali, di servizi e di importanti realtà economico-produttive.
È situata nella Pianura Veneta a margine della Laguna di Venezia a 3 m s.l.m. e funge da porta d'accesso a Venezia, oltre ad essere un importante nodo viario e ferroviario.
Vi invito ora a seguirmi nella visita di Mestre: vi parlerò dell’origine del nome - del Territorio e dell’urbanistica - visiteremo la città, faremo un giro lungo la sua storia e un giro nei dintorni lungo l’itinerario dei forti di difesa.

la lunga strada di sabbia

Venezia (Venesia in veneto) è il comune i cui abitanti son chiamati Veneziani, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione Veneto.
Comprende sia territori insulari sia di terraferma, articolato attorno ai due principali centri di Venezia (al centro dell'omonima laguna) e di Mestre (nella terraferma).
121 isole - 177 canali - 400 ponti, la città è stata per 1100 anni la capitale della Serenissima Repubblica di Venezia ed è conosciuta come la Serenissima, la Dominante e la Regina dell'Adriatico: per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico, è universalmente considerata una tra le più belle città del mondo, dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, che ha contribuito a farne la seconda città italiana dopo Roma con il più alto flusso turistico.

«Tutto ciò che mi circonda è pieno di nobiltà, è l'opera grandiosa e veneranda di forze umane riunite, è un monumento maestoso non di un solo principe, ma di tutto un popolo.» (Goethe, Viaggio in Italia, 1816)

La storia artistica veneziana si è sviluppata nei secoli in modo singolare, rispetto al resto dell'Europa, seguendo un percorso di originalità e di lenta elaborazione degli influssi esterni.
Nata come città bizantina, Venezia è stata a lungo condizionata artisticamente dai suoi rapporti con il mondo arabo.
La bellezza della città si è moltiplicata ed espansa a tutte le Arti e ne è stata anche ispirazione.
Vi invito a seguirmi nella visita di Venezia: vi parlerò dell’origine del nome - andremo a spasso lungo la sua storia e per la città, lungo calli, fondachi, campielli, sestieri che sono le vie, piazze e quartieri, oltre ai ponti, in un tour ricco di scoperte, d’altronde Venezia non è una città ma un mondo, difficile da racchiudere in un sunto - poi una pausa culinaria ed infine una visita dovuta a Murano con la sua produzione del vetro e a Burano con i suoi merletti e le sue case colorate, Torcello e la Giudecca.

[...] Ora sono a casa mia, penso, l’arco dell’Adriatico da Venezia a Trieste è il confine meridionale della mia prima giovinezza: tutto è visto, tutto è nei miei precordi.
Invece è il pezzo più inaspettato del mio viaggio: non solo non riconosco più niente, ... ma sono addirittura in terra straniera.
Il bilinguismo si rovescia ... La lingua ufficiale è il tedesco; le spiagge sono le spiagge della Germania e dell'Austria [...]
[...] Jesolo non esisteva ... Adesso è una spiaggia enorme ... Villini, villini e villini, pensioni, pensioni e pensioni: la piccola borghesia trevigiana e quella tedesca letteralmente si stipano, in un concerto assordante di zoccoli. [...]
[...] Caorle esisteva: era la spiaggetta ... di Portogruaro, San Vito al Tagliamento e Casarsa ... Adesso è la spiaggia di Vienna, di Monaco. [...]
[...] Era uno dei più bei paesi del mondo ... oltre le bonifiche senza ponti, canali e lagune, che si attraversavano su lentissime zattere, nessuno la conosceva [...]
[...] Le case erano dipinte a colori vivi e puri [...]
[...] sulle calli, stupende, bronzee ragazze con lunghi orecchini, accomodavano le reti o facevano collane di coralli. [...]
[...] Non era una città veneta, né italiana.
La gente, di una bellezza corallina, zingaresca, era la più rozza e gentile che abbia mai conosciuta. [...]
[...] Ora... chi è quell’idiota, delinquente che ha permesso che si intonacassero tutte le case di nuovo, col colore della cacca dei bambini? [...]
[...] Dove sono scomparse le ragazze con gli orecchini, non di nove secoli, ma di nove anni fa? [...]
[...] Squallide, tristi pensioni, in folla, ... hanno soffocato l’antico paese [...]
[...] Una fiumana di brutti tedeschi e di fastidiosi giovinotti del retroterra travolge tutto. [...]
[...] A Lignano (Sabbiadoro) i friulani hanno fatto un grande sforzo organizzativo anche lì, come a Jesolo, tutto è sorto dal nulla.
Ma devo dire, con risultati veramente rispettabili.
Le architetture dei villini sono dignitose e garbate, c'è molto spazio: e l’aria che si respira è veramente degna di una piccola spiaggia europea [...]
[...] Grado è a due passi, appena oltre Aquileia, oltre il nuovo sottile ponte, piatto tra le piatte isole, la piatta acqua lagunare. [...]

[...] Il grigio-azzurro del suo cielo e il verde dei suoi alberi friulani, il vermiglio e il cobalto attutiti del suo porticciolo, e l'oro dei capelli della sua gioventù, ne fanno un luogo dell'anima. [...]

la lunga strada di sabbia

Jèsolo (Jèxoło in veneto) comune che fa parte della città metropolitana di Venezia in Veneto, i cui abitanti si chiamano Jèsolani è posta su un territorio pianeggiante affacciato sul mare Adriatico ed orlato dalla laguna di Jesolo, dai fiumi Sile e Piave, e alle foci di questo dall'antistante laguna del Mort.
Il nome antico di Jesolo era Equilium (dal latino equus o dal venetico ekvo), cioè città dei cavalli, che richiama l'allevamento del cavallo per il quale erano celebrati gli antichi Veneti.
Il nome attuale Jesolo, invece, deriverebbe probabilmente da una serie di errori di trascrizione di quello più antico (Equilo, Esulo, Lesulo, Jexulo, Jexollo, Jesolum, Giesolo).
Al margine orientale della laguna veneta, in area di bonifiche recenti, è questo centro, situato sulle sponde del basso corso del fiume Sile, a 42 km da Venezia.
La valorizzazione agraria del territorio e l’importanza recentemente assunta dal Lido di Jesolo come stazione balneare, hanno dato anche un forte incremento alla popolazione comunale.

Hai mai sentito parlare della “Miami dell’Adriatico”?
Vieni con me ti invito a scoprire Jesolo la località di mare sull’Adriatico che si trova nella splendida cornice del Lido di Jesolo in provincia di Venezia.
Da anni è frequentata da turisti italiani e stranieri che scelgono questo litorale di costa del Mediterraneo per le proprie vacanze.
Il Lido di Jesolo si sviluppa sulla sottile striscia di litorale tra la laguna di Venezia e la foce del Piave.
È una località in cui terra e mare si fondono, per dare vita a paesaggi suggestivi e indimenticabili.
Vi parlerò dell’origine del nome e dell’urbanistica - faremo un giro lungo l'avvincente storia e la città.

la lunga strada di sabbia

Càorle è il comune i cui abitanti son detti Caorlotti, che fa parte della città metropolitana di Venezia in Veneto, situato tra le foci dei fiumi Livenza e Lemene, che si affaccia sul Mare Adriatico a nord est della Laguna di Venezia fra le località turistiche di Eraclea e di Bibione.
Nel 2017, Caorle è stata inserita nel novero dei Borghi storici marinari d'Italia ed è uno dei comuni italiani insigniti dei riconoscimenti Bandiera Blu e Spighe Verdi della FEE.
Il comune si affaccia sul mare Adriatico, ma comprende una serie di frazioni nell'entroterra.
Diciotto chilometri di spiaggia sabbiosa color oro, mare pulito adatto ai bambini, limpido, pescoso, dune, natura incontaminata, il borgo storico sul mare, il porto, l’arte, le tradizioni, le eccellenze enogastronomiche del territorio.
Ti invito ora a seguirmi nella visita di Caorle: una meravigliosa scoperta.
Il mare, il centro storico con le pittoresche case dipinte, la sua laguna e i suoi casoni la rendono una meta completa e perfetta per ogni tipo di vacanza.
Nel podcast vi voglio raccontare cosa vedere a Caorle e tutto quello che questa meta offre, i dintorni con le sue affascinanti aree naturali, la cucina tipica l’avvincente viaggio lungo la sua storia.

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