#308 - 4 giugno 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 dicembre quando lascerà  il posto al numero 319. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Testimonianze

Continua la narrazione di una nuova avventura antica e attuale

In Viaggio lungo lo Jonio alla scoperta della...

Magna Grecia

Sui passi di George Gissing - Quarta puntata

di Giuseppe Cocco

Continua il nostro soggiorno tarantino e con altre 6 pagine iniziamo ancora passeggiando per Taranto tra osservazioni e considerazioni sulla vita quotidiana dei Tarantini, su come passano le loro giornate: popolo meridionale dall'abitudine di desinare in ore tarde, di non leggere e di donne quasi invisibili se non la domenica quando, vestite in nero si recano alla Messa, silenziose, occhi a terra, testa bassa.
Poi, per caso ci imbattiamo in 20 metri di un'antica strada che, seppur abbandonata e non percorsa, è ben conservata nel tracciato scavato nella nuda roccia; una strada che dal mare portava a Tarentum, o Taras, e forse all'ancor più antica città fenicia.
Giunti alla fine della strada ci godiamo una stupenda veduta della città, del mare e dello sfondo montuoso.

Magna Grecia

Arrivati alle ultime sere godiamo di splendidi tramonti tra i pensieri e domande su cosa ci attende nei paesaggi sconosciuti attraverso i quali dovremo ancora viaggiare: vista la lunghezza della Costa Jonica molte saranno le nostre tappe.
Bello sarebbe stato mettersi uno zaino in spalla e proseguire a piedi, ma potevamo solo andare col treno in località dove poter trovare vitto e alloggio, e la prima delle fermate sarà in Basilicata: Metaponto e forse, visto l'orario antelucano [simpatica coincidenza, la Basilicata è detta anche Lucania] del treno l'ipotesi potrebbe essere anche di fare poche ore di sosta e rimetterci in viaggio per sera.
Naturalmente, come avviene spesso anche oggi, l'orario previsto per il treno non è quello reale e come sempre, l'arrivo a Metaponto di prima mattina, impone un fermo di un paio d'ore a far nulla.

Si aggiunga a quanto detto, che Metaponto è solo una Stazione Ferroviaria in mezzo al nulla e che quando, passate le due ore, chiediamo un mezzo per girare i dintorni apprendiamo che non esistono né autovetture né quadrupedi con sella. Quindi non rimane che fare ciò che avevamo sognato, purtroppo, andare a piedi, attraverso campi arati per la semina del grano per raggiungere alcuni reperti archeologici nei dintorni: un ricordo delle guerre coi Saraceni, la reliquia di Metaponto, la Tavola dei Paladini, un Tempio di cui allora erano ben visibili due file di colonne coi capitelli, architrave e basamento [le Tavole Palatine sono i resti di un Tempio Dorico periptero esastilo del 600 a.C. dedicato alla Divinità Greca Hera; il tempio, posto in prossimità del Fiume Bradano, era legato a un Santuario extraurbano, del quale è emerso il muro del Temenos e resti di un altare più antico].
Incontrarlo, mistico, isolato e appartato nell'assoluto silenzio, allora come oggi, con un boschetto di eucalipti vicino, fa l'effetto simile al pathos dei Templi di Paestum.
Una magnifica giornata in ozio a goderci la dolce brezza sotto un cielo azzurro sereno, pensando a Pitagora che qui morì e che ci seguirà anche nella nostra tappa seguente: Cotrone, la passata e presente Crotone, il luogo dalla salubrità unica dove nacque una scuola medica che dette gloria alla Magna Grecia.

Magna Grecia

Lasciamo Metaponto col treno che durante una notte buia e tempestosa ci porta a Crotone e in altre 5 pagine di viaggio, ecco un'altra tappa del viaggio Jonico, questa volta giunti in Calabria.
Il viaggio in treno lungo la costa, raccontato in maniera sinestetica, poi, arrivati alla Stazione di Crotone, una carrozza sgangherata ci porta traballando all'albergo, in compagnia di altri 2 rappresentanti di commercio, anche loro del Nord Italia come quello incontrato sul treno da Cosenza a Taranto; gli unici a sfidare l'inverno meridionale, forse inviati di quest'epoca perché non perdano tempo rapiti dall'ozio provocato dalla bella stagione del Sud.
L'albergo come sempre, triste, buio e poco accogliente sia nelle mura come nella conduzione.
Poi la mattina dopo con un tempo in perfetto stile Britannico, è spiovuto ma con un forte vento andiamo in giro sballottati come sulla tolda di una nave nella tempesta, con la vista verso un mare agitato dai cavalloni spumosi, dove sulla costa, in lontananza, come faro nella tempesta, c'è il Capo con la sua colonna superstite del grande, scomparso, Tempio di Era.
Poi Gissing gira lo sguardo a monte e viene attirato da un paesaggio desolato di misteriose colline grigio giallastre, nude, aride, che circondano la città, quegli stessi calanchi che anni dopo rapiranno anche la fantasia di Pier Paolo Pasolini che ebbe a passarci nel 1956 durante il suo viaggio lungo le coste Italiane e che gli fece prendere la decisione di usarle come scenografia per alcune scene del suo film «Il Vangelo secondo Matteo».

Magna Grecia

Dopo aver scrutato a lungo tutto il paesaggio, dalle colline alla pianura, e aver fatto molte considerazioni alla ricerca di antiche vestigia inspiegabilmente introvabili, vista la storia di Colonia Romana e di grande città Greca, un'idea: visitare i rinomati aranceti, ai quali per accedere forse necessitava un permesso e per averlo ci rechiamo in Municipio per parlare con il Sindaco e chiedere il suo aiuto.
L'incontro si rivela poco cordiale quanto piuttosto imbarazzante e sospettoso: la convinzione è che il viaggiatore Inglese non sia chi dice di essere ma, piuttosto uno speculatore; e siccome gatta della dispensa, quello che fa pensa, il pensiero malevolo è giustificabile perché in tutto il Mezzogiorno d'Italia il denaro è l'unico argomento a cui gli uomini pensino, in quanto, nonostante il passato Pitagorico, non esiste una vita intellettuale e molto scarsa e rudimentale è l'istruzione, secondo il pensiero di Gissing.
Dopo avergli parlato dei ricordi storici e nonostante la perplessità il Sindaco accorda la visita a una sua proprietà, mettendo però una postilla per iscritto: «senza nulla toccare».
Anche a Crotone come a Metaponto non ci sono vetture, quindi, ancora una volta l'unica soluzione praticabile per raggiungere l'aranceto, sono i piedi.
Quindi arrivati all'aranceto, dove tra parentesi non è stato necessario mostrare alcunché per ottenere il permesso alla visita, la visione si è rivelata molto pittoresca per l'immersione tra quegli alberi aggiunta al profumo leggendario; ma nonostante tutto, alla fine, dopo aver tanto girato tra gli aranci, allontanandoci la considerazione fu che, visto dall'esterno, il frutteto faceva più effetto da fuori, del quadro che se ne aveva tra gli alberi.
(continua)

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