#132 - 22 giugno 2015
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 19 marzo, quando lascerà  il posto al numero 282. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Parchi e oasi dello spirito

Riscoprire luoghi, storia, arte, natura - riscoprire il senso di sé

Parco dello Spirito "Fratello Sole Sorella Acqua" - Rieti

Oasi della Foresta

In cammino con l'enciclica "Laudato si"

Oasi della ForestaOasi della Foresta

“L’uva chi la coglieva e chi la mangiava, chi la portava via, chi la calpestava,
per cui il sacerdote fortemente si turbava, ripetendo:
‘per quest’anno la mia vigna è perduta’.”

Venuta numerosa a salutare Francesco, la gente di Rieti fu tentata dalla vigna
e grappoli maturi furono negati alla pigiatura.
Francesco sorrise alle rimostranze del parroco di San Fabiano
e osò scommettere.
Vinse: poca uva produsse copioso nettare.

Oasi della ForestaOasi della Foresta

Paradosso che invita a credere; che semplifica il rapporto tra il dare e l’avere;
che dà senso alla misura, usando un metro che uomini comuni,
numerosi ancora oggi, rifiutano di usare, per egoismo o indifferenza.
Come Gesù a Cana,
o tra sfortunati pescatori incapaci di sfamare bocche in attesa,
Francesco alla Foresta riempie otri,
e disseta il cuore dei fratelli abbeverandoli di amore e solidarietà.

Amare il prossimo è la medicina che respinge il dolore delle stimmate,
e il bruciore degli occhi ostinatamente stanchi di guardare.
E la sofferenza che permane muta in ringraziamento.
Lode al Signore. Qui si scioglie il suo Cantico: giullare di Dio,
Francesco traccia il suo pentagramma tra terra e cielo:

Oasi della ForestaOasi della Foresta

Altissimo, onnipotente bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
A te solo, Altissimo, se Konfano et nullo homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messere lo frate Sole,
lo quale è iorno et illumini noi per lui.

Tra rocce gelide, celate da rigogliosi roveri e castagni,
insonne e testardo, nel sole ricerca la vivida e profonda luce di Cristo.
Il canto è preghiera, la luce compiega il dolore fisico,
la serenità del cuore, la speranza dell’anima.
Qui, tra maestosi alberi, l’Oasi della Foresta custodisce gelosamente
la sua policroma Via Crucis, il suo variopinto orto, le sue orgogliose mura,
il silenzioso chiostro, preziosi affreschi, cellette,
e operosi laboratori di solidarietà umana…
e orme di poveri sandali guidano, non viste,
i passi degli uomini, lungo il cammino della Fede.

Oasi della Foresta

dante fasciolo

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