Nel 2023 realizza il suo sogno nel cassetto: fotografare il Carnevale di Venezia, per crearne un'opera d'arte unica da dedicare al più bel carnevale del mondo, in sintonia con lo stile seducente della sua arte pittorica e architettonica.
Roma - Mostra fotografica di Massimo De Angelis
Magia delle maschere
Dal Carnevale di Venezia
Di
Elena Gradini

... La città impone invece un tempo lento di osservazione, di perdita di se stessi, di fusione con l'antico, e nel passeggio tra le strette calli di stupirsi incessantemente tra le vetrine scintillanti che traboccano di maschere, piume, merletti, di antichi volumi che richiamano il passato bizantino di una città che ha sempre guardato ad Oriente.


Ci si perde, e nella gioia dello smarrimento si costeggiano le fondamente, si apre la vista sugli interminabili canali.
Una gondola nera e dorata fa capolino nel muto silenzio rotto dallo sciabordio dell'acqua.
E' in questo clima estatico che nasce nell'autore Massimo De Santis il desiderio urgente di adoperare una sintesi di tutta questa effimera quanto millenaria bellezza, che ha avuto il tempo di decantarsi nel suo animo nel corso degli anni e di ripetuti viaggi nel capoluogo veneto.


E se da una parte la vita di tutti i giorni impone i suoi ritmi, dall'altra la bellezza reclama il suo tributo, vuole il suo tempo, poiché in essa vi è la vera salvezza dell'animo umano che si eleva, conosce, si apre alla sensibilità e ne viene trasformato.


Il presente volume, nella sua preziosissima edizione, vuol essere un omaggio a tutte le bellezze artistiche che rendono Venezia famosa da secoli nel mondo per i suoi canali, le architetture gotiche, i tessuti, il Carnevale.
In ogni scatto fotografico c'è la resa di un frammento della città, di tutto ciò che essa continua a rappresentare.

Nell'omaggio al Carnevale veneziano l'autore ci fa perdere rapiti tra le maschere, ne osserviamo con certo timore la profondità del buio che emerge dal loro sguardo vuoto, che da un lato le rende anonime, dall'altro è un invito ad entrare nella mise en scene, penetra nel nostro animo, lo tocca, finisce per coinvolgerci a far parte di un momento che non è solo festa, è celebrazione dell'effimerità della vita, della caducità degli anni che si accumulano sulle spalle e le gravano, e dal buio poi ci si risolleva per una nuova rinascita, come una fenice che risorge dalle sue ceneri.

Allora Venezia diventa il rifugio felice, la fuga, il miraggio, dove perdersi per ritrovare se stessi, almeno per qualche ora, e lasciarsi rapire dai suoi colori, dal barocco trionfante, dalle maschere che subito evocano il Rondò veneziano con le sue musiche barocche, i violini, le note che si perdono tra i tessuti, i velluti pesanti, e rimbalzano tra la leggiadria delle piume e l'oro dei damascati. Venezia è un'illusione. Un'isola sì, felice e al tempo stesso malinconica che ci ricorda la caducità delle cose consunte inesorabilmente dal tempo.


E' un viaggio ad Oriente restando geograficamente in Italia, ma mentalmente accanto a Marco Polo e alle vie della seta che conducevano in Cina.


E nel trionfo di tutta questa estatica rappresentazione della città l'autore Massimo De Santis sembra invitare alla riflessione, a godere dei dettagli catturati in ciascuno scatto, a soffermarsi sul senso del Carnevale, sulle maschere, sui colori brillanti, trapuntati doro e d'argento.


A lasciarsi andare a quel languore inevitabile che finisce per ammantare come la nebbia invernale della laguna l'animo umano e in questa atmosfera surreale impone un interrogativo su noi stessi, sulla vita, sulle cose e gli affetti che scivolano via, e la città col suo silenzio e i suoi colori fa da sfondo, perché Venezia è gioire e morire insieme.
