#368 - 1 novembre 2025
AAAAAATTENZIONE per vedere i filmati inseriti (qualora non fossero visibili dal telefonino) si consiglia vedere il giornale dal PC. - AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno 15 marzo, quando lascerà  il posto al numero 375 - BUONA LETTURA A TUTTI - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore è già  in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore è la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore supererà  l'amore per il potere, sia avrà  la pace (J. Hendrix)
letteratura

San Francesco seconno noantri

Testo in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

Di Bartolomeo Rossetti

Disegni di Lucio Trojano

Parte tredicesima

San Francesco contro la guerra

Ma intanto San Francesco se chiedeva:
possibbile che Cristo, er Redentore,
che ha predicato all'ommini l'amore,
'sta guera fra fratelli la voleva?
L'esercito cristiano nun vinceva,
da tempo in quà nun s'era fatto onore,
s'ereno allontanati dar Signore,
faceva ognuno quer che je pareva.
Nun è la forza a dove' ave' raggione,
come se dice, nun c'è peggio sordo
de chi nun vo' senti', monno birbone!
Ce vole solo che li mussurmani
se incontreno e se metteno d'accordo,
senza combatte più, co' li cristiani.

Francesco dar Surtano

Ma come predicava a li cristiani
Francesco annò a parla', cor core in mano
co' li fratelli ar campo mussurmano,
ci annava co' la croce fra le mani.
Manco arivato ar campo, l'indomani,
senza esita' se presentò ar Surtano
armato de la fede der cristiano,
voleva converti' li mussurmani!
Passò fra quele file de nemici
senza che je torcessero un capello,
e doppo un po' se l'era fatti amici.
Er Surtano, a vedello lì tranquillo
parla' de Cristo come a su' fratello,
senza fallo azzitta' stava a sentillo

Francesco

ER corno der Surtano

Er Surtano, da principe regnante,
pe' dimostraje quanto era stimato,
je regalò, ar momento der commiato,
'na cosa de gran preggio, un olifante,
ch'era un corno da caccia, assai squillante.
E dar santo er regalo fu apprezzato,
perché dopo che a casa fu tornato,
quanno c'era un Capitolo importante,
pe' chiama' a la riunione li fratelli,
faceva sona' er corno pe' segnale
e coreveno là li fraticelli.
Er Surtano ci aveva simpatia
pe' 'sto santo un po' matto e origginale,
je dispiaceva che lui annasse via.

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