#367 - 1 ottobre 2025
AAAAAATTENZIONE per vedere i filmati inseriti (qualora non fossero visibili dal telefonino) si consiglia vedere il giornale dal PC. - AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del giorno 15 marzo, quando lascerà  il posto al numero 375 - BUONA LETTURA A TUTTI - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore è già  in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore è la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore supererà  l'amore per il potere, sia avrà  la pace (J. Hendrix)
Luoghi Emozione

Un progetto di EMERGENCY A cura di CHEAP Street Poster Art
nell’ambito del Festival di Emergency 2025 “La voce”

Un percorso immersivo negli effetti dei conflitti e nella resistenza di chi si oppone

Reggio Emilia - Palazzo dei Musei

Contro la guerra

Una mostra che esplora l’impatto fisico, psicologico, sociale e politico della guerra attraverso immagini e installazioni immersive.

La mostra fa parte del più ampio Festival di EMERGENCY, un evento di tre giorni che si tiene a Reggio Emilia e ospita incontri, dibattiti e performance sul tema della guerra, della disuguaglianza e della marginalità.

Contro la guerra

Un percorso, attraverso diversi livelli visivi e gradi di coinvolgimento, nella guerra. Così come nella resistenza etica di chi vi si oppone, praticando la disobbedienza civile, protestando pubblicamente, rivendicando disarmo e solidarietà. E curando le ferite, come fa EMERGENCY. Tratte dall’archivio storico, le grandi fotografie in bianco e nero sulle attività di cura si alternano ai poster di CHEAP e a quelli di artiste e artisti dall’Italia al Brasile, dalla Spagna alla Polonia.

Geografie lontane, sensibilità diverse, accomunate dalla convinzione che “nessuna guerra è inevitabile”, che “la guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri”. E che le prime vittime di ogni conflitto sono i civili. Lo testimoniano le immagini riparate da una feritoia, esplicite, crude: fotografie di persone e dei loro corpi sopraffatti dalla violenza della guerra. Richiedono uno sguardo attento, consapevole. Sono un appello che rivolgiamo al pubblico, una richiesta di avvicinamento, di assunzione di responsabilità.

Contro la guerra

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