#353 - 1 luglio 2024
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 31 LUGLIO PER LASCIARE IL POSTO AL N° 354 GIOVEDI' 1° AGOSTO. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora ecco per voi un po' di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote è la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c'è la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Pagine Preziose

Tra amore alla vita

e sguardo sulla sofferenza prodotta dal Covid

Ferite

Il "Librino" di Michele Di Bona

Il Michele Di Bona - in pensione dopo un’esperienza di lavoro in fabbrica anche con responsabilità e impegni sindacali di rilievo, ora scrittore di preziosità intime, autore nato e vissuto a Treviglio(Bergamn) - presenta di quando in quando libriccini o librini - come preferisce egli stesso definirli -nei quali la memoria si accompagna a suggestioni e riflessioni, una sorta di hic et nunc - qui ed ora - che distingue però fra ricordi e realtà, sensazioni e visibilità, sofferenza e speranza, tormenti e partecipazioni, intellettualismo e valore morale. Come accade nell’ultimo librino, pubblicato (stampato in proprio) nei giorni scorsi con il titolo emblematico e riassuntivo di ’Ferite’(in copertina parte di immagine da Guernica di Picasso).

Sono ventotto paginette intrise di amore alla vita e di sguardo alla tragedia della sofferenza che ne ritma i giorni,in un brulicare di tensioni e di emozioni al tempo del covid, fra il crescere e il moltiplicarsi delle vittime, il suono lancinante delle ambulanze, i momenti delle giornate vissuti in solitudine e soprattutto in ansia e in attesa di ulteriori notizie drammatiche su persone amiche, la riflessione sulla fragilità e debolezza sostanziali al vivere, il venir meno della quotidianità abituale nonchè il dolore di un abbraccio mancato: tema arduo quanto complicato e tragico legato alle ’Ferite’ lasciate nei cuori e nelle menti ,nelle memorie e nelle paure, nell’ abisso della sofferenza fattasi materia viva e pulsante di istante in istante dove il sapore di morte diventa protagonista delle negatività, tutavia induce a lenire – fin dove possibile – le ’Ferite’alle quali è difficile sfuggire. Ma avendo la certezza - scrive Di Bona a conclusione del testo - che ’Nella condizione umana è radicata umana la possibilità di trovare un senso alla vita,e, nella relazione di aiuto,la passione per il possibile’.
Segnale di speranza nello smarrimento dell’io’. Un ‘librino’ di lettura abbracciante e di una scrittura dolcemente amica, un saggio di intrusione nella coralità della sofferenza. (Amanzio Possenti)

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