#318 - 19 novembre 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
beni culturali e paesaggistici

In cordiale collaborazione con l'Istituto Italiano dei Castelli

Vivere i castelli - 14

Castello Ruffo di Scilla

Vivere i castelli - 14

Situata nel promontorio di Scilla, verso lo Stretto di Messina, la fortificazione nota anche come Castello Ruffo di Calabria, è un patrimonio di rara bellezza.
Rappresenta il genius loci della città di Scilla, appunto, a circa 20 km da Reggio Calabria e ha una storia che parte dall’epoca etrusca.
Completamente isolato e proprio a ridosso del mare, era la postazione ideale per avvistare e proteggere le terre calabre da chi arrivava dal mare.

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Castello Ruffo di Scilla: Secoli di storia e cultura al nostro servizio.
La storia delle fortificazioni calabre ci porta inevitabilmente al periodo delle invasioni saracene.
Ma il Castello Ruffo di Scilla ha radici antiche: prima gli Etruschi, poi le fortificazioni murarie nel periodo magnogreco e persino i Romani, che l’ampliarono, trovarono in questo luogo il punto giusto dove insediarsi.

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Gli scavi moderni ci mostrano però solo le mura del Monastero di San Pancrazio, del IX secolo, anch’esse a difesa dei Saraceni. Non a caso nel 1060 diventa rocca militare e nel 1808 proprietà demaniale dello Stato. Un luogo di difesa ma anche di suggestiva bellezza. Un patrimonio da tutelare. Ed è per questo che già dagli anni Settanta è luogo d’incontro tra persone e culture: prima come Ostello della Gioventù e ora come importantissimo centro culturale, sede di incontri e mostre.

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Il Castello Ruffo ospita uno dei fari della Marina Militare: il faro di Scilla.
Dimora baronale della famiglia Ruffo. Il Castello fu acquistato da Paolo Ruffo nel 1533 e da quel momento fu residenza della sua famiglia fino ai primi del ‘700.
A testimonianza di ciò vi è una grossa lapide che ne attesta il restauro e lo stemma della famiglia Ruffo, proprio nel portale d’ingresso, cui si accede attraverso un ponte.

Vivere i castelli - 14Vivere i castelli - 14

Ed eccoci dentro questa meraviglia: riconosciamo l’androne a volta ribassata, il cortile e lo scalone esterno che conduce alla residenza Ruffo.
La pianta irregolare e gli edifici con stili completamente differenti ci fanno riconoscere le epoche differenti in cui è stato ristrutturato.
Tutto, però, è conservato secondo la tipica configurazione delle fortezze.
Ma non è l’unica bellezza: la struttura sorge direttamente sul promontorio, a picco sul mare, e divide due marine di Scilla: Maria Grande e Chianalea.

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