#316 - 15 ottobre 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
curiosità

-“ … pane e pomodoro fondamentali dell’alimentazione umana”.
(Manuel Vazquez Montalban)

La mela aurea

Ovvero, il pomodoro

di Roberto Bonsi

Secondo la botanica il pomodoro è un frutto, questo anche se si tende erroneamente a considerarlo un tipo di verdura oppure un ortaggio, e in ogni sua forma lo stesso è oltremodo comune, ed è quindi largamente diffuso sui deschi degli italiani, al sud come al nord e all’ovest come all’est, nelle Isole del bacino mediterraneo e nell’Italia Centrale, e chiaramente in ogni dove.

La mela aureaLa mela aureaLa mela aurea

I pomodori o pomidori (n.d.a.: ma quest’ultima parola gode di una terminologia un po’ arcaica), sono consumati quasi giornalmente e rimangono un qualcosa di essenziale per la cucina, anche quella di casa nostra, e cioè alla cosiddetta: “Dieta mediterranea”, che tanto fulgore, e soprattutto benessere dona ai nostri stomaci che ogni santo giorno subiscono vari attentati da cibi contraffati, industriali e quant’altro … .
E’ il caso di ricordare che per l’appunto il pomodoro, soprattutto grazie al suo prezioso “licopene” e non alla sua nota acidula, è parte integrante della dieta. Pensate .., I “cugini d’Oltralpe” che da tempo immemorabile sono considerati dei tipi supponenti, ma anche dei “romantici” fuori misura (n.d.a.: Non per niente il bacio più vero e completo tra due persone che si amano, specie su di un piano strettamente sessuale, cioè il “bacio alla francese, è una ben indovinata ed ormai loro invenzione), pensate …, chiamano questo frutto “pomme d’amour”, ed al pomodoro attribuiscono delle vere e proprie potenzialità afrodisiache.
Gli inglesi lo chiamano “Apples of love”, questo grazie al corsaro-navigatore, scrittore e poeta Sir Walter Raleigh , uno degli spadaccini favoriti della Regina Elizabeth I Tudor. Egli scoprì una parte dell’America Settentrionale, ovvero l’odierno Stato della Virginia, e lì ebbe modo di conoscere le beltà ed il sapore di questo frutto prevalentemente di colore rosso, ed allora, per noi europei, uno sconosciuto ortaggio. Questo personaggio fu citato anche in una nota canzone dei Beatles intitolata: **“I’m so tired (Trad" : “Io sono così stanco”). Lo scrittore boemo Rainer Maria Rilke (Praga: 4 dicembre 1875- Montreaux (CH)29 dicembre 1926), ebbe a scrivere che nelle stanze della sua casa di famiglia, il giovedì c’era odore od ancor meglio, il profumo di pomodoro, e senza dubbio era la salsa, mentre alla domenica si percepiva l’odore dell’oca arrosto, ed il lunedì imperava il profumo di bucato, e così i giorni della settimana erano quasi del tutto segnalati come il dì rosso, quello opportunamente grasso, e quello decisamente insaponato.

La mela aurea

Molti anni fa furoreggiò un programma musicale televisivo, “Il Giornalino di Giamburrasca”, con la cantante Rita Pavone che lanciò il brano: “W la pappa col pomodoro” e tanti altri illustri interpreti. Questa celebre canzonetta parla di un piatto tipicamente toscano, che non posto nel dimenticatoio, ancor oggi si gusta e si consuma in una qualsiasi trattoria e ristorante di quelle parti ed anche altrove. Guarda caso, Pomodoro è anche il cognome di due conosciuti fratelli e parimenti di due altrettanto note sorelle, ed entrambi sono imparentati, in quanto sono cugini, e tutti e quattro han dato lustro al nostro Paese con il loro diversificato operato. Essi sono Livia, Teresa, Giò e Arnaldo Pomodoro. Ci fu un apprezzato scrittore italiano, Pietro Citati (Firenze 20 febbraio 1930, Roccamare di Castiglione della Pescaia (Grosseto) 28 luglio 2022) il quale dette alle stampe un suo interessante libro dove pose in essere un gran nugolo di suoi pensieri e di fatti accaduti od accadutogli: “Elogio del pomodoro”, ed è stato edito per i tipi della Casa editrice: Mondadori di Segrate (Milano), nel lontano 2011 ove leggiamo: “Non mangiava mai né carne né pesce, perche costavano troppo. Il suo pranzo era sempre e soltanto il “condijun” ligure (che i liguri colti traducevano in italiano condiggione): vale a dire, cipolla, basilico, peperoni, insalata, qualche oliva, qualche acciuga, e soprattutto POMODORO …”-.
Nelle lontane Americhe (n.d.a.: le Indie occidentali di colombiana memoria), fu individuato. indi "scoperto" il pomodoro, che la popolazione azteca chiamava con il termine di “xitomatl”.

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Qui in casa nostra il pomodoro, è ampiamente diffuso e tale espansione fu iniziata nella regione Campania, e principalmente grazie al pomodoro San Marzano ed a quello del Piennolo. Sempre qui avvenne lo “sposalizio” tra questo nettare dal color rosso assoluto o primario e con le sue diverse colorazioni sempre risalenti al primario appena citato, e la rinomata pasta di Gragnano, e sopra ogni cosa, il suo abbinamento sulla spianata del panetto, fa sì che si crei la gustosissima pizza in ogni sua ricetta, forma e dimensione.. Ogni bel dì, e se ci vien la voglia, assaggiamo tra le altre, anche la pizza Margherita, che fu a suo tempo realizzata per “omaggiare” l’allora Sovrana d’Italia (n.d.a.: la Regina Margherita di Savoia Carignano, Torino: 20 novembre 1851- Bordighera (Imperia): 4 gennaio 1926), Su questa pizza, come del resto in tante altre, “Troneggia” il “Tricolore”, inteso come cromatismo, ma in questo caso anche come bandiera. Il verde è registrato come “verde-prato”, il bianco come il “bianco latte” ed il rosso come “rosso pomodoro”, e quest’ultimo è stato codificato al riguardo della bandiera in pantone tessile 18-1660TC (tomato), e per la pizza Margherita, il verde del basilico, il bianco della mozzarella ed il rosso del pomodoro.

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Neppure l’arte pittorica si è scordata del pomodoro, e vi ricordiamo della bella copertina dell’ottimo libro di racconti disomogenei del compianto Citati, tratta da un dipinto intitolato: “Cetrioli e pomodori” del pittore miniaturista Luis Egidio Melendez de Rivera Durazo y Santo Padre (Napoli 1716 – Madrid 1780) che si trova all’interno del Museo del Prado a Madrid che ebbi l’opportunità di ammirare.
La primissima raffigurazione artistica del pomodoro si trova a Palazzo Vecchio a Firenze, città rinascimentale considerata tra le più belle città del mondo intero.
Tale opera si trova così esposta all’interno del Salone delle Udienze ed è un affresco di Francesco Salviati De’ Rossi. Nel 1560 Giuseppe Arcimboldi pone due piccoli pomodori nel ritratto dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo-Lorena, e precisamente sul suo labbro inferiore, e sono esattamente due pomodori ciliegini. Il pittore siciliano Renato Guttuso dipinse la ben nota tela dedicata alla “Vuccirìa” (n.d.a: uno dei mercati rionali della città della “Conca d’Oro”, di Palermo), che rappresenta sullo sfondo una cassa di pomodori posta tra i banchi del mercato stesso. Altri pittori che hanno “celebrato” il pomodoro sono stati Achille Beltrame, Carlo Magini Felice Casorati,, Sebastiano Ceccarini, e così via … .In quel di Collecchio nella “Food-Valley” parmense, luogo di buona cucina, c'è il “Museo del Pomodoro”, all’interno del “Parco regionale fluviale del Taro”, ed esattamente alla “Stalla Grande” della Corte di Giarola.

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Nel ricettario delle brave e solerti casalinghe di ogni latitudine esiste anche il pomodoro verde, il quale viene cucinato in molti modi anche se nei banchi dei mercati rionali, nei negozi di frutta e verdura e nei supermercati, nelle dispense e sui fuochi, nel forno o meno, “primeggia” pur sempre il pomodoro rosso.
Per dare ampie notizie sulla lavorazione del pomodoro nell’ambito dell’’industria conserviera occorrerebbero vasti ed adeguati capitoli, ed anche articoli sempre monotematici. Il pomodoro verde è stato preso in considerazione anche dal mondo della celluloide e dell’odierno digitale: “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” (“Fried green tomatoes”), diventato un “cult-movie” del cinema americano e mondiale, datato: 1991, basato sul libro: “Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop” di Fannie Flagg. Il grande scrittore e poeta, diplomatico e politico Pablo Neruda (Parral (Cile): 12 luglio 1904- Santiago del Cile: 23 settembre 1973, ha scritto una sua “Ode al pomodoro”: -“Si riempì di pomodori, mezzogiorno, estate, la luce si divide in due metà di un pomodoro, scorre per le strade il succo” (Da: “Odi elementari, 1954). Tralasciando il pomodoro, di Pablo Neruda è oggi doveroso ricordare un’altra sua accorata poesia intitolata: “Ode alla pace”: SIA PACE PER LE AURORE CHE VERRANNO, particolarmente evocative per i tragici giorni di guerra che viviamo.

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