#316 - 15 ottobre 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Costume e Società

Letter@perta

Il brigante abruzzese

di Dante Fasciolo

C’era una volta, ora non più.
La bisaccia e lo schioppo e la croce,
non mancano mai nel tuo abbigliamento;
c’è poi il cappello di feltro e di lana,
e, indispensabili, pesanti scarponcini di cuoio.
Sei così da capo a piedi, di giorno e di notte,
in estate e in inverno, e la tua barba nera
cresce ogni giorno di più, perché sempre di più
s’allontana il giorno di un’autoaccorciatina.

Il brigante abruzzese

Vivi per lo più in montagna,
e scendi a valle con i tuoi compagni
per fare scorribande, rapine e omicidi:
per indole violenta, per fame, per vendetta.
Di qua e di là della Majella, al nord e al sud
del vasto e selvaggio e impenetrabile territorio d’Abruzzo,
sposti i tuoi rifugi e ti lasci influenzare e guidare
dai comandi borbonici o pontifici, tuoi riferimenti.
Tanti i tuoi nomi sinonimi di terrore:
Antonio La Vella a Sulmona, Pasquale Mancini a Pacentro,
e Marcucci, Mecola, Tamburini, Valerio, Croce di Tola…
tristemente attivi fino al 1870, fine della guerra.

Restano parole: “i cafoni veggono nel brigante
il vindice dei torti che la società loro infligge”…
scolpite con altre nelle rocce della tavola del brigante
gelosamente custodita da Madre Majella.

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