#314 - 17 settembre 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Racconto

Il nastrino rosso

Parte terza

di Ruggero Scarponi

Da qualche parte governo e terroristi stavano trattando, poi giunse la notte.
I terroristi consentirono a far salire sul treno alcuni volontari di associazioni umanitarie per recare soccorso ai viaggiatori tenuti prigionieri. Furono distribuiti coperte, cibi caldi e bevande e qualche passeggero con gravi patologie, bisognoso di cure, fu persino liberato.
A tarda sera, quando ormai i terroristi e i viaggiatori si predisponevano a passare la notte alla meno peggio, la terrorista che aveva abbandonato lo scompartimento dell’agente M., si fece viva improvvisamente.
Le ho portato del caffè, disse con il tono amichevole di quando aveva iniziato a parlare con l’agente M. qualche ora prima.
Ah, è tornata, disse sottovoce l’uomo. Temevo di averla offesa e che si fosse spostata in un’altra parte del treno.
Diamine! Davvero sono anomala come terrorista ma non fino al punto da offendermi per un battibecco con un prigioniero. No, mi sono spostata in un’altra carrozza per fare rapporto al mio comandante. Tanto qui c’erano altri miei compagni a fare la guardia.
Ha fatto rapporto, dunque. Su di me?
Sì, l’ho inclusa tra i possibili ostaggi da eliminare. Lei è un poliziotto e quindi un uomo dello stato. Un nemico.
Questo volevano sapere i vostri capi? Se nella carrozza c’erano…
Questo. Che altro? La nostra azione è molto chiara: ostaggi in cambio di prigionieri politici. Uno contro uno.
E ora è venuta a portarmi un caffè. Non le sembra un’incongruenza? Prima mi vuole morto, poi...sinceramente non la capisco.
No, si sbaglia. Io non ci tengo per nulla a vederlo morto…ma non dipende da me. Io sono un soldato e ubbidisco agli ordini dei miei superiori. Penso che per voi poliziotti sia la stessa cosa, no?
L’agente M. non replicò e restò silenzioso a osservare il caffè dentro il bicchierino che la terrorista gli aveva offerto.
Dieci minuti a mezzanotte, borbottò la terrorista.
Non ha sonno lei? Chiese l’agente M.
No, per me è presto, ancora. Se non si fa l’alba non riesco a coricarmi.
I suoi due compagni, invece, nello scompartimento accanto, ronfano della grossa e già da un po’.
Sì, li sento. E un po’ mi fanno tenerezza. Sono giovani e a quell’età si dorme pure sui sassi. Lei, invece, pensa di restare sveglio tutta la notte? Si rilassi, tanto fino a domani tarda mattinata, non riprenderanno le trattative. E quindi…
E posso dormire tranquillo?
Senta, non dovrei dirlo, ma lei è stato inserito tra gli “eventuali” ostaggi. Essendo della “giudiziaria” non è un obiettivo primario. In fin dei conti anche nel nuovo stato si dovrà pur dare la caccia ai ladri e ai delinquenti comuni. E ci sarà bisogno anche di voialtri, opportunamente ri-educati. No, prima di lei ci sono quelli della “Politica” e quelli dell’anti-terrorismo. Quelli si sono macchiati di crimini che devono essere vendicati.
Senta, disse l’agente M. interrompendo il discorso della donna. Vada come vada ma questa per me potrebbe essere l’ultima notte e voglio farle una confessione.
Ehi, piano, piano se ha roba che scotta sulla coscienza non voglio saperlo. Mi sono spesa per lei con i miei capi e non vorrei trovarmi in imbarazzo o peggio a far la figura della sciocca.
No, s’immagini, che va a pensare. Piuttosto anche se mi scoccia dirlo, a essere proprio sincero, lei aveva ragione, prima. È vero, lo ammetto, io le stavo fissando le…sì…le cose, insomma.
Guai se non lo avesse fatto. Mi sarei incazzata.
Non è arrabbiata?
Senta a me, io devo ancora inquadrarla a lei. E sono in dubbio se lei sia un ingenuo o se tale si finge. Uhm! Un poliziotto della giudiziaria. Dovrebbe essere piuttosto smaliziato. È singolare che lei faccia certe domande. Ma a me piace giocare e prima di domattina scoprirò chi è lei, veramente. Mi spiace per la sua curiosità, ma non c’è molto da scoprire, su di me. Sono un semplice agente di polizia, non sono neanche sposato e vivo a casa con mia madre.
Il classico “mammone” o tra le tante relazioni femminili che coltiva non ha ancora deciso con chi mettere su famiglia?
Mi ci vede nel ruolo di sciupafemmine?
No…forse…E quindi che vita fa, lei? Si alza al mattino, porta fuori il cane (se ce l’ha) poi prende la colazione che le ha preparato la mammina. Poi esce di casa, sale sulla sua utilitaria e si avvia in commissariato. Lì, sono sicura, lavora sodo. Secondo me, lei fa anche gli straordinari, scommetto, per pagare le rate della macchina e poi? Una volta tornato a casa la sera, che fa? Ah sì, dimenticavo, avrà una fame da lupo e la mammina le avrà preparato una buona cenetta. Che altro? L’uscita serale con il cane? E poi scommetto che per terminare la giornata non si farà mancare a tarda sera dopo che sua mamma si è ritirata qualche filmetto, osé? Ho indovinato, ci sono andata abbastanza vicino?
Non capisco dove vuole andare a parare. Lei ha appena descritto una parodia di vita. L’ha fatto in modo sintetico e sbrigativo e anche superficiale…
Perché superficiale, se quello che ho raccontato è vero.
Ma sì, superficiale perché lei ha completamente tolto, dal suo resoconto, la parte migliore, quella più bella e interessante.
E sarebbe?
L’amore! Che altro. Per una moglie, per la mamma, per i figli e perfino per un cane. Senza, la vita quotidiana sarebbe una noiosa successione di azioni insensate. Ecco, lei, per esempio, se quello che sta facendo oggi lo facesse solo per abitudine senza un coinvolgimento ideale…
No, non sono d’accordo. Le due cose non si possono mettere a paragone. La scelta d’amore è una scelta completamente differente dalla scelta ideologica. L’amore è irrazionale e anche profondamente ingiusto e classista…
Ma per favore!
Certo che sì, è ingiusto e classista per definizione, perché favorisce i fortunati dalla sorte. Metta l’amore tra uomo e donna per esempio. L’amore è per i belli mentre i brutti sono condannati a un destino di solitudine, di tristezza e frustrazioni. Salvo rari casi, lo ammetto.
Mentre con la vostra ideologia, invece?
Giustizia, universale. Redistribuzione della ricchezza secondo i bisogni di ognuno. Uguale dignità e diritto alla cultura per tutti senza disparità e…che vuole di più, ma potrei continuare ad elencare, sa?
La solita utopia. Poi vorrei proprio vedervi alla prova, finireste come tutti a ricercare beni materiali, cariche onori, fino a imborghesirvi, ignavi e corrotti.
Come no! Questo è il mondo che avete creato voi, non il nostro. Nel nostro mondo i corrotti saranno passati per le armi e così tutti coloro che ricercheranno l’interesse personale a discapito del pubblico, non si faranno sconti quando saremo noi a governare.
Certo, certo, me lo figuro e poi, per tornare all’amore che farete, redistribuirete anche i belli o le belle secondo i bisogni di ognuno?
La sua è una provocazione davvero di bassa lega e non vale neanche la pena che le risponda. Ma per darle soddisfazione le dico che quando sarà assicurata la giustizia, l’equità e la comproprietà dei mezzi di produzione verrà meno lo smodato bisogno di apparire e le persone saranno apprezzate soprattutto per come sono, per le loro qualità morali. E finalmente si smetterà di vedere solo il lato esteriore di una donna, come ha fatto fino a poco fa lei, che si è fissato sulle mie tette.
Ma come! Non ha detto che se non l’avessi fatto si sarebbe incazzata? E come la mettiamo questa cosa adesso?
Lo vede? Lei tende a banalizzare tutto. Certo che mi sarei arrabbiata. Ma avrei sbagliato. Per colpa sua e dei maschi come lei. E cosa pretende, dopo secoli di maschilismo imposto con la violenza alle donne. Secoli di lavaggio del cervello. Ci avete reso delle perfette cretine docili e sottomesse. E vivaddio se un po’ di questa retorica becera l’abbiamo fatta anche nostra. Ma ora basta! Con il nuovo regime si spezzeranno le catene della sottomissione e dell’umiliazione. Sarà tutto un altro mondo e allora, allora vedrete…
Accidenti, non pensavo di spingere la discussione fino a questo punto…
No è che se mi toccano certi argomenti, io mi scaldo, non posso farci niente…

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