#307 - 21 maggio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cammino

In sei tappe da Bologna a Firenze

Via degli Dei - 2

130 Chilometri di natura e paesi immersi in paesaggi di sogno

Via degli Dei - 2

​Da Madonna di Fornelli si prosegue verso Pian di Balestra lungo il sentiero n. 019.
Superato il quadrivio di Pian di Balestra seguite la segnaletica Via degli Dei – Futa e Strada Romana, superate un piccolo cancello di legno sulla sinistra e addentratevi nel bosco.
Dopo pochi metri si possono già ammirare dei tratti di Flaminia Militare, l’antico percorso romano datato 187 a.C. che vi accompagnerà in diversi punti di questa tappa.

Proseguendo sul sentiero si arriva ad un cancello facilmente identificabile da un disegno e una scritta in rosso che recita “Chiudere il cancello grazie”, oltrepassato il quale si apre un ampio spazio: un grande campo con una casa in sasso sulla destra (Località “I Capannoni”). Proseguite percorrendo il viale sterrato e dopo la curva vedrete un albero con indicazioni del percorso. Continuando a camminare incontrerete un bivio a cui bisogna girare a destra. Questo punto del tragitto non è ben segnalato, seguite però la strada come consigliato e dopo qualche metro vedrete il cartello CAI n°019 sulla destra.

Via degli Dei - 2Via degli Dei - 2

Il sentiero prosegue fino ad arrivare alla Piana degli Ossi, dove si possono ammirare i resti di 6 antiche fornaci datati presumibilmente II secolo a.C.. Superato questo punto proseguite verso il Passeggere dove incontrerete un incrocio con indicazioni su cartelli in legno a cui bisogna girare a sinistra. Continuate il percorso e al bivio successivo girate a destra; dopo pochi metri si incontra un laghetto artificiale che dovrete costeggiare fino a che non termina la recinzione. Il sentiero prosegue verso sinistra e in salita fino a che non si esce dal bosco e non si incontrano due piane: una più piccola sulla destra e sempre dritto una più ampia denominata “radura delle Banditacce”.

Andate avanti verso sud seguendo il sentiero in leggera salita fino ad arrivare alla cima delle “Banditacce” punto di massima quota di tutto il percorso (circa 1200 m). Dopo alcuni metri raggiungerete anche il “Poggiaccio” che determina la metà del tragitto, ovvero l’approssimativa equidistanza tra Bologna e Firenze. Il sentiero poi scende leggermente sulla sinistra e lì potrete ammirare numerosi reperti dell’antica strada romana, ben conservata e facilmente identificabile grazie alla presenza di numerose insegne. Continuate a camminare e arriverete alle falde di Poggio Castelluccio: per chi vuole c’è la possibilità di fare una piccola deviazione a destra in salita e raggiungere la cima dove sono state rinvenute testimonianze di un antichissimo Castelliere Ligure (si presume V-III sec a.C.). Proseguendo invece per il sentiero si incontrano nuovamente tratti di Flaminia Militare, di cui uno ben conservato e protetto da una sorta di recinto di legno. Continuate il percorso seguendo la segnaletica e scendete a destra fino a raggiungere l’inizio di un bosco di conifere. Andate avanti in linea retta seguendo sempre le indicazioni per la Futa fino ad arrivare dopo poco alla strada asfaltata che da Pian del Voglio porta al Passo della Futa, SS 65. Seguite la strada asfaltata fino a raggiunge l’ampio parcheggio e l’ingresso del Cimitero Germanico tra i più grandi in Italia.

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Se pernottate a Monte di Fo'- Santa Lucia: Superato il Cimitero arriverete direttamente ad una grande rotonda dove dovrete girare verso destra individuando il cartello CAI 52 subito sulla sinistra per il sentiero con scritto “Santa Lucia – Monte di Fo’”. Imboccate il sentiero che scende sulla sinistra e proseguite per altri 3 km seguendo le indicazioni fino ad arrivare all’ultimo bivio: se si gira a sinistra si arriva in località Monte di Fo’, se invece si prosegue dritti e si tiene la destra si arriva in località Santa Lucia.

​Se pernottate in località Traversa: Alcuni chilometri prima di arrivare al passo della Futa, troverete le indicazioni sulla sinistra per scendere alla Traversa. Il mattino successivo, percorrendo la statale della Futa, arriverete rapidamente al Cimitero Germanico.

​Se pernottate a Firenzuola o località Covigliaio: Diverse strutture offrono il servizio da/per Passo della Futa anche con l'utilizzo di taxi locali. Contattando le attività ricettive potrete concordare questo servizio.

Se avete alloggiato alla Futa proseguite dritto lasciandovi la cabina dell'Enel sulla destra. Se invece avete pernottato a Monte di Fo/Santa Lucia continuate sulla strada asfaltata fino a che non incontrerete sulla destra una sbarra bianca e blu: superatela ed entrate nel bosco seguendo le indicazioni GEA, arrivando in località Apparita. Proseguendo si raggiunge un bivio ben segnalato, prendete il sentiero CAI n°00 che porta a Monte Gazzaro.

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Continuate sul sentiero e salite lungo il crinale della collina fino a raggiungere sulla vetta (che non è proprio la vetta!) la Croce di Monte Gazzaro (1125m) [NB: al momento la croce è caduta e deve ancora essere ripristinata]. Il sentiero che porta sulla cima della collina è sconsigliato in caso di maltempo e non percorribile in mountain-bike; in questi due casi al bivio scendete prendendo la strada a destra. Vicino alla croce di M. Gazzaro c’è una piccola struttura in pietra, appeso al muro c’è un contenitore in metallo che contiene il “libro vetta”, il quaderno dove chi vuole può scrivere i propri pensieri. Proseguite lungo il crinale e scendete: in questo punto dovete fare molta attenzione perché lo spazio dove camminare è stretto e il terreno può essere a tratti molto scivoloso.

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Andate sempre dritto fino ad arrivare ad un grande spiazzo: questo è il Passo dell’Osteria Bruciata. Qui un tempo sorgeva una locanda rinomata per i suoi piatti di carne "umana" cucinati dal proprietario dopo aver derubato ed ucciso i suoi ospiti. Le indicazioni qui sono molto chiare: seguite dunque il sentiero per Sant’Agata sul sentiero CAI n°46. Continuando a camminare si scende fino ad arrivare ad una vecchia casa semidiroccata: “Riarsiccio”, da qui andate avanti fino ad arrivare ad un bivio sulla destra. Qui ci sono due cartelli: se si gira a sinistra si prende il sentiero CAI n°46b verso Sant’Agata, se si gira a destra si continua a camminare sul sentiero iniziale n°46 verso Sant’Agata-San Piero a Sieve. Voi dovete seguire il secondo cartello e girare quindi a destra. Il sentiero prosegue fino ad arrivare ad una strada sterrata che porta poi sulla strada asfaltata. Se si gira a sinistra si può andare a visitare Sant’Agata del Mugello, borgo fuori dal tempo che merita una sosta sia per rifocillarsi sia per una visita alla Pieve, chiesa affascinante e molto antica, e ai suoi musei.

Se invece si vuole raggiungere San Piero a Sieve, consigliamo di prendere la sterrata a destra parallela alla Strada Statale in direzione Gabbiano e segnata come CAI n°46. Proseguendo dritto la strada diventa asfaltata e si arriva a S. Piero a Sieve.

Durante quest'ultimo tratto si può effettuare una deviazione per visitare il Convento di Bosco ai Frati, dove si trova un meraviglioso Cristo ligneo di Donatello.

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