#297 - 8 dicembre 2021
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Racconto

La rivelazione di Babbo Natale

Parte seconda

di Ruggero Scarponi

Babbo Natale, guardava la vecchia, esterrefatto, credendo seriamente di essersi imbattuto in una povera mentecatta.
Non capisco, disse sospettoso, tu faresti il mio stesso lavoro? Scusa, sai, ma questo non è possibile.
Ma che citrullo! Esclamò a voce alta la vecchia, facendo trasalire il povero Babbo Natale che arrossì vistosamente vedendo che più di un avventore aveva preso a guardare dalla loro parte con sguardi pieni di beffarda commiserazione.
Piano, piano! La supplicava il vecchio a bassa voce, nella speranza di tacitarla intanto che quella continuava a sghignazzare senza un minimo di ritegno. Così ci farai buttare fuori! Sbottò Babbo Natale decisamente spazientito.
A quel punto, per fortuna, giunse il cameriere, con la tanto attesa brocca di punch caldo.
Babbo Natale ne versò una generosa porzione in un boccale di terracotta e lo porse alla vecchia che lo afferrò avida portandoselo alla bocca per ingurgitarne subito delle lunghe sorsate incurante del liquido bollente.
Certo che sei proprio strana, commentò Babbo Natale, ma da dove salti fuori?
La donna, disse, sono vecchia e piuttosto malconcia ma non sono tocca! Anche se da un sacco di tempo certe persone vorrebbero farmi passare per scema, ma tu! Tu che ti dai tutte quelle arie da uomo furbo! Con quel naso rubizzo, il pancione, la barba bianca e il tuo ridicolo abito rosso! Ti hanno fatto passare da citrullo e neanche te ne sei accorto.
A quel punto la vecchia non riuscì a trattenersi e si mise a sghignazzare che sembrava che stesse per cadere dalla sedia tanto era scossa dai singulti.
Ma la cosa più buffa sono le renne! Gracchiava la Befana, Le renne! vecchio citrullo della malora! Con tanto di slitta volante…Ma va là! Quasi urlava la vecchia, in preda a un accesso di riso. Tu non sei Babbo Natale! Tu sei il Babbione Natale. E rideva da non poterne più.
Babbo Natale era senza parole, mai era stato sbeffeggiato in modo così plateale e sentiva che era ora di reagire e disse duro, ora basta! Ora basta per le corna di cento renne, basta così o prendo e me ne vado!
Il tono del vecchio fece il suo effetto e la befana si arrestò, diventando seria di botto.
E vabbene, disse conciliante, ora parliamo, sono seria, prometto. È che mi viene troppo da ridere se penso a quello che ci hanno fatto. E vedendo che Babbo Natale restava impassibile aggiunse, dobbiamo proprio esser degli sciocchi a credere, noi per primi, in noi stessi.
Aspetta, aspetta, la interruppe Babbo Natale, così non ti seguo, fammi capire, perché saremmo degli sciocchi?
Perché, povero caro, noi non esistiamo e siamo solo un prodotto della fantasia. Siamo sogni, immagini…
E no, eh! Insorse il buon vecchio, questa non me la bevo. Tu forse non esisterai, su questo non dico nulla perché neanche ti conosco, ma io! Basta che ti guardi intorno! Sto dappertutto. Sui giornali, in televisione, nei negozi di giocattoli e perfino su, nel grande nord dove c’è un paese che tu naturalmente non sai nemmeno che esiste, Rovaniemi si chiama, dove ho casa e dove ogni anno mi arrivano migliaia e migliaia di lettere di bambini…
Povero citrullo! Squittì la befana, povero citrullo, ripeté con aria di commiserazione. Sei talmente finto che hai finito di credere di esser vero.
Ma io ogni anno mi faccio un mazzo così, sbottò Babbo Natale, con un termine non proprio ortodosso, tant’era arrabbiato per le affermazioni della vecchia, un mazzo così, continuò, a portare i regali a tutti i bambini del mondo!
Macché tu non porti proprio un bel nulla. Tu credi di portare, ma è proprio come ha detto quel bimbetto di poco fa, in realtà sono i genitori che fanno trovare i regali ai propri figli, sotto l’albero. E senza bisogno di Babbo Natale o della Befana, che scusa se non mi conosci, ma in questa storia ci sono dentro anche io.

Babbo Natale fu preso dapprima da un iroso risentimento per poi restare muto, assorto a capo chino.
Dopo un certo tempo si versò il punch che era ancora bello caldo, nel boccale e lo tracannò d’un fiato.
A questo punto si passò la mano davanti agli occhi e disse, beh, con te non voglio mentire e ti dirò che in effetti sospettavo tutto questo da molto tempo. C’erano troppe cose che non tornavano. Come facevo ad esempio a portare i regali a tutti i bambini del mondo in una sola notte! Servendomi poi di una slitta trainata da renne volanti. E passi per le renne volanti, ma poi, quanti regali ci possono entrare in una slitta? A voler essere generosi, potrei dire cinquanta o forse cento, un po’ troppo poco, non è vero?
Sì, assentì la Befana, proprio come succede a me che dovrei calarmi nel camino con un sacco pieno di regali! Per non parlare di tutte quelle case dove non ci sono i camini!
Tutte menzogne! Esclamò Babbo Natale, Tutte menzogne!
Ma poi incontrando lo sguardo della Befana, ammutolì e infine proruppe in una fragorosa risata.
E anche la Befana cominciò a ridere e risero di cuore tutti e due come due vecchi amici che ricordano un aneddoto particolarmente divertente.
Che razza di scemo che sono! Esclamava babbo Natale tra grandi risate e subito gli faceva eco la Befana, un vecchio citrullo, sei, un vecchio citrullo! E, io, una vecchia citrulla!
Le renne, hi, hi! Sghignazzava Babbo Natale, roba da matti, le renne con la slitta volante, hi, hi! E io, allora, diceva la Befana, a cavallo della scopa come una strega, eh, eh!
Siamo sogni! canterellava la Befana.
Siamo immagini! Gli rispondeva Babbo Natale.
E ridevano talmente di cuore che dopo un po’ la loro allegria si era fatta contagiosa che tutti quanti nel pub cominciarono a ridere di gusto.
Da fuori la gente che passava restava perplessa a sentire quei cori di risate e si domandava che accidente era successo che di solito nel pub gli avventori restavano muti, davanti alle loro sacrosante pinte di birra.
È arrivato Babbo Natale, strillò qualcuno, insieme alla Befana!
Evviva, evviva, si sentiva gridare nel pub e anche fuori finché l’intera città non ne fu contagiata.
Tutti erano davvero felici e tutti ridevano di cuore.
Merito di Babbo Natale e della Befana, che per essere due citrulli che non esistono regalano tanta felicità che sembrano proprio veri.
A proposito, ma se non esistono, come fanno a ridere?
Sarà mica un trucco?
Sarà una mistificazione?
O sarà che a tutti quanti, in fondo, ci piace di restare un po’ bambini e credere alle cose fantastiche, Befana e Babbo Natale compresi.
Chissà!

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