#295 - 13 novembre 2021
AAAA. ATTENZIONE - Cari Lettori, questo numero resterà  in rete fino a venerdi 3 giugno quando cederà  il posto al n° 274. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi ecco qualche massima: Meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio (O. Wilde) - Riesco a resistere a tutto tranne che alle tentazioni (O. Wilde) - Un banchiere è uno che vi presta l'ombrello quando c'è il sole e lo rivuole indietro appena comincia a piovere (M. Twain) - Il vantaggio di essere intelligente è che si può fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile (W. Allen) - Sembra che io abbia una costituzione che non regge l'alcol e ancor meno l'idiozia e l'ignoranza (J.Kerouac) - Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza (A. Block) -
Di borgo in borgo

Cairano, nell'alta Irpinia, è un concentrato di storie ed emozioni,
che ne fanno un borgo tra i più caratteristici, dove mettere le radici e dedicarsi all'arte

Cairano in Irpinia

Il paese dei “coppoloni” dove, prima o poi, si deve tornare

di Marino Pagano

Cairano in Irpinia

-Cairano svetta sulla caratteristica rupe

-Cairano è un paese minuto, minuto. Nel territorio ad oriente dell’alta Irpinia, ti accoglie a braccia aperte, e, fuor d’ogni retorica da mero culto del bozzetto, l’impressione che ti trasmette è di nutrito abbandono, abitata solitudine, vissuto distacco. Gli evidenti contrasti per raffigurare le aperte contraddizioni in cui vivono e sopravvivono i paesi d’Appennino al Meridione.
L’abbandono è nutrito da una storia comunitaria che ancora resiste nel ruolo di irrinunciabile collante identitario.
La solitudine di chi pervicacemente resta è invece abitata, oltre che dalla storia stessa e dai suoi lasciti, anche dalla curiosità dei viandanti e dei viaggiatori alla ricerca dell’entusiasmante motivo che induca, negli attuali tempi di globalizzazione, a radicarsi lassù, a costruire a un passo dalle nuvole il proprio spazio vitale. Lì dove gli antichi si erano per forza di cose riparati, difesi, chiusi. Perché è così che sono nati i nostri bellissimi paesi.
E poi c’è il distacco vissuto. Chi se n’è andato, qui prima o poi torna. Non solo in estate o in villeggiatura. Chi apparentemente lascia Cairano (ma lo stesso ovviamente accade per tanti borghi ormai spopolati) mai recide il legame ancestrale. E però soffermiamoci su quei 200-250 che restano. Antonio, il nostro ispirato decantatore e colta guida nel piccolo itinerario cairanese, si sente ormai uno di loro. Il perché di questo ormai lasciamolo spiegare a lui: “Sì, sono settentrionale. Milanese. Ma amo il Sud. Arrivo a Cairano per caso e non l’ho più lasciata”.

Cairano in Irpinia

-Il borgo di Cairano sui rilievi dell’Irpinia

Detta così sembra una storia surreale e quasi inventata. Invece, è andata proprio così. Il viaggiatore cede il posto al suo egoismo, ama il posto che incontra sulla sua strada e ci mette su la vita. Torna indietro con la Vespa mentre pensa di risalire a casa e capisce che qui avrà sede il suo futuro. Incredibile fiuto e passione. E così Antonio si sposa e qui mette famiglia. Impara anche a fare il pane. In più realizza anche bellissime foto.
Antonio ama Cairano visceralmente. Lo capisci quando ti porta per le vie del borgo. Un uomo che identifica il sé in un luogo, lo elegge a dimora dell’anima e attorno a questo sentimento effonde amore e soprattutto cura per un piccolo centro dell’Italia meridionale più interna, che rischierebbe la morte, la morte vera, e che anche grazie a lui resiste e lotta.

“Ecco, questa è la piazza storica del paese, dedicata nella memoria collettiva a San Leone, più che al IV novembre”, illustra Antonio (che di cognome fa Luongo, vivace ormai come animatore culturale e civico). Forte questa storia: san Leone diventa il santo protettore e spodesta san Martino, ritenuto inefficace contro le carestie. Potenza più incisiva del papa rispetto ad un vescovo? Può darsi.
“Fu soprattutto in questa piazza che fu girato negli anni sessanta uno degli ultimi film del filone neorealista”, riattacca Antonio. Figurarsi. A Cairano, nella Cairano povera e piccola, girano un film? Sissignori. “Fu “La Donnaccia”, un vero evento. Furono coinvolti nella recitazione molti degli abitanti di allora. I più se lo ricordano ancora”. Una festa collettiva, insomma.

Cairano in Irpinia

-San Martino, la chiesa madre di Cairano

Il paese ritratto sui grandi schermi. Anche al bar si ricordano quei giorni. “Io feci una particina. Ricordo poco ma ci entusiasmammo un po’ tutti”, ci dice un anziano tra una bevanda calda e un sorriso. Antonio è un fiume in piena: “Il film fu diretto da Silvio Siano. L’attrice principale fu la bellissima Dominique Boschero. Qualche anno fa, la pellicola è stata restaurata grazie all’impegno di Franco Dragone”. Già, Dragone. Ma chi sarà mai costui? Un nome internazionale dell’arte e dello spettacolo, altroché. Regista teatrale, è tra i più noti interpreti del Cirque du Soleil, il più importante circo al mondo senza animali. Solo arte e mimo, solo bellezza. Dragone è nato a Cairano, vive in Belgio, ma al paesello torna sempre con piacere e qui ha ideato più eventi e manifestazioni artistiche. Esempio illustre di un’emigrazione che non dimentica le origini. L’estate il borgo, grazie alle sue intuizioni, si rianima con l’evento teatrale “Cairano 7X”.

Cairano in Irpinia

-Vista della vallata e del campanile della chiesa madre di Cairano

Nel cammino Antonio continua a a magnificare il luogo che ci ospita. Ci parla dell’antica “civiltà di Oliveto-Cairano”, importantissima a livello archeologico e antropologico per lo studio di una particolare età umana, con le sue nette tipicità territoriali. Le viscere del posto custodiscono e raccontano una storia imponente. Molti reperti sono nel museo provinciale di Avellino e tanto altro ancora andrebbe riscoperto. Si dovrebbe scavare ma, come spesso capita, il problema principale è che su queste cose si investe poco.
Qualcosa di più si sta cercando di ottenere sulla ricostruzione del borgo storico del piccolo centro. Qualche finanziamento europeo è giunto e ci si appresta ad inaugurare verso l’estate un anfiteatro per ospitare eventi. Cairano ci crede, verrebbe da dire. “La struttura nascerà nella zona più antica. Da qui la gente negli anni ottanta andò via per le nuove case a valle ma poi tutti si accorsero che qui c’era ancora la vita vera del paese”, fa sapere Antonio nel suo cammino dell’entusiasmo. “Qui siamo vicinissimi ai resti della vecchia rocca longobarda. La parte più alta. La celebre rupe di Cairano. Le popolazioni di tutti i posti qui vicino, secoli fa, capivano l’evoluzione climatica grazie al cielo di Cairano: una sorta di stazione metereologica del tempo”, seguita Antonio. Questo perché da Cairano godi davvero di una vista completa e aperta, libera. Straordinario. Gli Alburni e i Picentini, la tristemente famosa (per il terremoto dell’80) sella di Conza della Campania e poi dall’altra parte persino la Lucania di Monticchio coi suoi laghetti. “Appena sarà primavera e le giornate miglioreranno, tutto sarà visibile.

Cairano in Irpinia

-I laghi di Monticchio che s’intravedono da Cairano

Città strana e fortunata, quella del nostro viaggio. “Il paese dei coppoloni”, così come è stato descritto, con rara poeticità, dal cantastorie Vinicio Capossela nell’omonimo romanzo e nel bel film-documentario a firma di Stefano Obino. Insieme a film e libro, ecco l’album “Canzoni della Cupa”, che tanto deve all’Irpinia “magica”.
Ma “Coppoloni” perché? Forse perché gli abitanti sono coperti e riparati dalle coppole o perché invasi dalle nuvole, intese come “cappe” presenti nel cielo? Chissà.
Paese anche fortunato, si è detto. Già. Il tragico sisma del 23 novembre 1980, che ha devastato l’Irpinia e che a pochissimi chilometri da qui ha visto il suo feroce epicentro (comuni come Conza, Lioni, Teora, San Mango sono tutti vicinissimi), ha lasciato praticamente intatta e illesa Cairano. La geologia ci dice che qui ha retto l’argilla.
Antonio ci fa capire come il particolare e scenografico poggio su cui s’eleva Cairano abbia protetto questa comunità nei secoli. A proposito. Di paesi dalla forma strana e dal paesaggio fascinoso e d’impatto ne abbiamo visti tanti ma forse Cairano li batte tutti. Una striscia ondulata di terra e un suggestivo taglio che diresti modellato dal vento, più che dalla roccia stessa.

Cairano in Irpinia

-Una scena de “Il paese dei coppoloni” con Vinicio Capossela

Ma qui ci arrivarono anche gli americani. Una storia che ha tanto di umano e di emozionante. Ecco Antonio: “Durante la seconda guerra mondiale cadde qui vicino, a Vallata, un aereo americano, bombardato dalla contraerea tedesca. Il militare a stelle e strisce giunse a piedi sin qui. I cairanesi del tempo furono molto amichevoli e ospitali e così, anche grazie a uno del posto, che a inizio secolo era stato in America, riuscirono a parlare con lui. Lo difesero dalle rappresaglie nella vecchia via delle grotte scavate nel tufo. Quel soldato non si è mai dimenticato di Cairano e ancora oggi siamo in contatto coi suoi eredi. Nelle sue memorie ha lasciato un ricordo bellissimo e dolente di questa sua straordinaria esperienza insieme ai nostri padri”.
“Nostri”, perché Antonio è ormai uno di qua. Uno di Cairano. Anche lui “coppolone”. Un paese è tante cose: chiese, castelli, monumenti, palazzi, trappeti, personaggi famosi. Nulla di tutto questo manca a Cairano. Interessanti i manufatti, come detto quasi unico lo spazio d’assieme. Ottimo persino il vino. Economia una volta fiorente e vivace, si pensi al tessile. Abbiamo però preferito le storie, alcuni piccoli resoconti vissuti per davvero, umane curiosità. “Cairano vi aspetta tutti”, saluta Antonio.

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