#294 - 23 ottobre 2021
AAAA. ATTENZIONE - Cari Lettori, questo numero resterà  in rete fino a venerdi 3 giugno quando cederà  il posto al n° 274. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora per voi ecco qualche massima: Meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio (O. Wilde) - Riesco a resistere a tutto tranne che alle tentazioni (O. Wilde) - Un banchiere è uno che vi presta l'ombrello quando c'è il sole e lo rivuole indietro appena comincia a piovere (M. Twain) - Il vantaggio di essere intelligente è che si può fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile (W. Allen) - Sembra che io abbia una costituzione che non regge l'alcol e ancor meno l'idiozia e l'ignoranza (J.Kerouac) - Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza (A. Block) -
Racconto

La mistica

Parte settima

di Ruggero Scarponi

Sono venuto nella Valle di Petroshian dopo dieci anni dai fatti narrati. Fatti che ho potuto ricostruire grazie ai racconti di alcuni testimoni e al diario di un certo Padre Solinas, o meglio a quanto ne è rimasto, pochi fogli mezzo strappati e appallottolati, abbandonati per terra nel luogo ove presumibilmente, il religioso, fu tratto in arresto. Di lui, di una sua discepola, tale Clelia e della veggente Miriam, non si sa più nulla.
Si sa soltanto che una notte, un’unità della famigerata P.T.F (Polizia Teologica Federale), inviata direttamente da Roma, fece irruzione nella Valle di Petroshian. La veggente Miriam e tutti i suoi seguaci, gendarmi e militari compresi, furono arrestati e trasportati in un campo di contenimento in qualche remoto angolo della Galassia.
Venni a conoscenza dei fatti avvenuti nella valle di Petroshian grazie a un testimone d’eccezione, il Cardinale O’ Flaherty, al tempo capo della P.T.F.
Nel gennaio del ***ero suo segretario al dicastero per gli Istituti di Contenimento (così erano definiti i lager), di cui era divenuto Prefetto.
Una domenica, dopo la funzione, Mons. O’ Flaherty si sentì male e presagendo la propria fine mi chiese di assisterlo in confessione.

Dopo essersi rasserenato lo spirito mi parlò del pericolo del sorgere delle nuove Sette e del loro proliferare tra la gente comune. Veggenti e falsi profeti spargono ovunque il seme della superstizione spingendo le anime semplici a confidare nel mistero e nei miracoli. Diffida, mi disse, diffida, anche di fronte all’evidenza. Prima o poi vi scorgerai la mistificazione e l’inganno. Poi, aggiunse, che era sua intenzione affidarmi un compito di grande responsabilità. Dovevo recarmi nella Valle di Petroshian e ripulirla di tutte le prove relative ai fatti del ***. La P.T.F. in quell’occasione aveva usato la mano pesante. Troppo, forse, ammise egli stesso e da dieci anni la chiesa di Roma non ha più osato mandare suoi emissari. Ora è venuto il tempo della riconciliazione ma per ottenerla è necessario sgombrare il campo da tutto ciò che può ricordare quei tragici fatti.
Non mi svelò alcun segreto di quanto era avvenuto nella Valle di Petroshian né della fine di coloro che vi furono arrestati ma mi chiese di recarmi in missione per suo stesso mandato e redigere un memorandum da trasmettere all’A.S.P.T.F. (Archivio segreto della Polizia Teologica Federale). Fece appena in tempo a firmare i documenti necessari alla mia indagine e spirò.
Mons. O’ Flaherty era molto preoccupato che qualcosa di quanto era avvenuto potesse essere raccolto dai Contrastanti, che stavano facendo proseliti, per utilizzarlo contro Roma.

Ma soprattutto, lo compresi più tardi, era letteralmente ossessionato riguardo al destino della veggente Miriam.
Dopo la morte di Mons. O’ Flaherty si diffusero voci che la censura della P.T.F. non riuscì a tacitare del tutto e secondo le quali, l’anziano prelato, negli attimi prima di rendere l’anima, aveva invocato la Veggente Miriam. Perdonami! Perdonami! Sembra abbia gridato nel delirio. In un rapporto super segreto, ricevuto qualche tempo prima, di mano dello stesso O’ Flaherty, appresi che la pastorella, dopo l’arresto, era scomparsa, letteralmente volatizzata. Né gli agenti della P.T.F. che l’avevano in custodia né, i suoi seguaci, internati assieme a lei in un campo di contenimento, seppero spiegare il fatto. Solo un testimone, tale Padre Solinas, presentatosi spontaneamente in quanto informato dei fatti, affermò che la giovane Miriam era scomparsa durante un temporale, soccorsa dagli Angeli e nascosta agli occhi dei mortali da una nuvola profumata. La sua testimonianza non fu giudicata credibile dall’Ufficiale addetto alle indagini, secondo il quale, il Solinas, non mostrava di essere nel pieno possesso delle sue facoltà mentali e dopo qualche giorno le ricerche furono interrotte e il caso archiviato. Il faldone relativo alla Veggente fu contrassegnato con l’etichetta: dispersa.

La morte di Mons O’ Flaherty ebbe vasta risonanza. Si passò circa un mese tra veglie di preghiera, i solenni funerali e numerose conferenze commemorative per quello che era stato uno dei più assidui sostenitori del Primato di Roma. Poi dopo aver ricevuto il nihil obstat dall’Ufficio delle Dogane Spirituali e dalla P.T.F. finalmente potei imbarcarmi su un’astronave federale verso la mia destinazione.
Ma per la verità avevo in tasca un lascia-passare che mi avrebbe consentito di indagare con la più ampia discrezionalità, rimuovendo ove ne avessi riscontrato la necessità funzionari di ogni ordine e grado e denunciare ogni tentativo di occultamento e depistaggio. Era un Attestato di Plenipotenziario Universale (una sorta di Vicario del Papa, gerarchicamente superiore persino alla P.T.F. e ad ogni altro ente di controllo e prevenzione) di nomina diretta del Santo Padre. Sua Santità, venuto a conoscenza della mia missione, me l’aveva consegnato personalmente dopo averlo vergato di sua mano e in più mi rivelò in totale segretezza che era intenzionato a far luce sulla vicenda della Veggente Miriam essendo pronto ad emettere, motu proprio, una bolla, per l’istituzione, dopo mille anni, di un Tribunale per le Cause dei Santi.
Quando giunsi nel Pianeta Isola, avevo una lista di persone che mi era stata fornita dal Servizio Applicazione e Controllo Precetti Romani, il contro-spionaggio della Chiesa di Roma. Grazie ai mezzi che mi furono messi a disposizione non mi fu difficile incontrare coloro che presenti ai gravi fatti del***avrebbero potuto aiutarmi nell’ indagine.

Ero consapevole della gravità del mio incarico e anche della sua pericolosità andando a scardinare una quantità di rendite consolidate a funzionari, ufficiali e prelati.
Ma Sua Santità desiderava conoscere la verità ed io avrei fatto di tutto per assecondarlo. Peccato che non avevo tenuto conto che il Santo Padre non sarebbe vissuto a lungo, minato da un grave male.
Alla sua morte, avvenuta poche settimane dopo l’avvio della mia missione, cominciarono i problemi.
Troppi erano coloro che si sentivano minacciati dall’ indagine e grazie alla complicità della Curia e all’appoggio diretto del nuovo Papa fui, prima sollevato dall’incarico e poi, persino messo sotto processo con accuse del tutto infondate.
Oggi sono internato nel Campo di Contenimento di ***.
L’unico conforto è di avere incontrato, nel campo, una donna, che si fa chiamare Miriam. Non sembra essere un’internata anche se giunge tutte le sere, al tramonto, nel campo, per parlare ai prigionieri. Le sue parole sono come un balsamo per tutti noi e rendono leggera la nostra pena.
Molti sostengono che discenda dal Cielo e che sia una santa.
Non so se questo sia vero, ma ascoltarla è una vera Grazia.
Ieri ha semplicemente letto il Vangelo di Luca e a me sembrava di stare in Paradiso tra gli Angeli e i Santi. Ma devo stare attento, certe cose non si possono dire e se lo viene a sapere la P.T.F….

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