#291 - 11 settembre 2021
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Racconto

La Mistica

Parte Quarta

di Ruggero Scarponi

Ad avergli parlato era stata una giovinetta. Era molto graziosa e il prete ne fu intenerito.

  • Come ti chiami figliola? – chiese
  • Clelia – rispose la ragazza rizzandosi timida sul busto, mentre coglieva i sorrisi maliziosi degli uomini.
  • Sei la figlia della padrona o lavori per lei?
    A quella domanda la ragazza restò come turbata e non sapendo cosa rispondere abbassò la testa.
  • Lei lavora qui. – S’intromise asciutta l’ostessa e poi prendendo Clelia per un braccio continuò dicendo:
  • Una buona a nulla, sa, mi creda, Signor Prete, se non ne avessi avuto pietà, io…E tu – rivolta alla ragazza – sbrigati a servire Sua Eccellenza. Lo stufato è pronto in cucina.
    Dopo pochi minuti Clelia tornò recando un vassoio con una scodella colma di carne, del pane e una mezza bottiglia di vino.
  • Resta qui – disse Padre Solinas – fammi compagnia mentre mangio.
    Nella stanza si udì qualche commento grossolano e la ragazza con le mani dietro la schiena si dondolava imbarazzata non sapendo cosa fare. Di tanto in tanto rivolgeva sguardi agli uomini del locale accennando mezzi sorrisi e abbassando repentinamente lo sguardo.
  • Fa come ti dice Sua Eccellenza – le ordinò l’ostessa perentoria.
    Clelia allora si sedette di fronte a Padre Solinas aspettando di servirlo in qualche richiesta.
  • Hai mangiato? – Chiese il prete
    Accennò di sì con la testa.
  • Allora prendi un bicchiere e bevi un sorso alla mia salute – la esortò il prete.
    La ragazza sgranò gli occhi.
  • Beh – ripeté il religioso vedendo che Clelia non si muoveva dalla sedia – non capisci quando ti parlo? Oppure non bevi il vino…
  • No, Prete – disse un tale dal fondo del locale – non è questo. Voi che siete un uomo di chiesa forse non conoscete certe usanze ma dovete sapere che è presto per Clelia. Intendo dire che la ragazza, beve il vino, ma un po’ più tardi, quando comincia a far buio.
    Padre Solinas restò perplesso e rispose:
  • Se beve più tardi nulla le impedisce di bere un bicchiere alla mia salute…
  • Voi, Prete, non dovreste…- Disse l’uomo che nel frattempo si era alzato e si era avvicinato al religioso.
  • Cosa non dovrei… - replicò spazientito Solinas ma subito s’interruppe notando come tutti stessero ridendo. E anche Clelia rideva con certe fossettine sulle guance rosse, che faticava per non darlo a vedere.
    L’uomo ora si curvò sul religioso per parlargli all’orecchio.
  • La ragazza, Prete, quando qualcuno le offre da bere, significa che è impegnata…
  • Uh! – esclamò Padre Solinas – Che strane abitudini…
  • Insomma Prete non ci vuol molto a capire che qui, Clelia, oltre a servire, pratica il mestiere…
    Padre Solinas restò a bocca aperta con il cucchiaio pieno di carne a mezz’aria, tanta fu la sorpresa.
  • Volete dire – replicò all’uomo – che una tale giovinetta così bella e leggiadra…- e non terminò la frase
    L’uomo accennò di sì con la testa.
  • Ma questo è un delitto inaudito – sbottò il religioso. – Come può essere? Non ha genitori la ragazza?
    Nessuno rispose. All’esclamazione di Solinas si era fatto silenzio nel locale.
  • Che succede? – Urlò l’ostessa dalla cucina che aveva intuito che qualche cosa doveva essere accaduto.
    Clelia si alzò di scatto e fuggì dalla padrona.
    Di lì si udì chiaramente come l’ostessa la stesse rimproverando aspramente e forse anche con l’aggiunta di un buffetto.
  • Povera bambina…- mormorò Solinas. E poi rivolto all’uomo che gli aveva parlato - Non si può far nulla per lei?
    Quello alzò le spalle e con le mani fece un gesto come a dire che non si poteva.
    Padre Solinas allontanò il piatto. Non aveva più appetito.
  • Vorrei prendere un po’ di riposo adesso – disse all’ostessa che era venuta per ritirare il piatto e liberare il tavolo – avete un letto?
  • Non ci sarebbe – mentì la donna – ma per sua Eccellenza troverò comunque una soluzione. Vi presto la mia camera. Potrete restarci fino a stasera, se volete.
    Certo, costa più di un’altra qualsiasi, ma potete ben capire, credo.
    Padre Solinas assentì e si alzò per raggiungere la camera.
    L’ostessa lo accompagnò.
  • Ecco vedete – disse, appena furono arrivati, ci sono tutti i comodi necessari, fate come foste a casa vostra e se avete bisogno, chiamate senza timore. Sono al vostro servizio – concluse la donna visibilmente soddisfatta.
    Appena se ne fu andata, Padre Solinas si sedette sul letto. Si sentiva stanco e al pensiero di dover affrontare il cammino prima di sera, provò una sensazione di scoramento.
  • Posso farcela – si disse – è solo questione di allenamento. Dopo un paio di giorni non sentirò più la fatica…
    Così dicendo si distese.
    Era sul punto di addormentarsi placidamente assaporando il gusto di un sonno ristoratore quando fu risvegliato da un rumore. Qualcuno stava evidentemente cercando di aprire la maniglia della porta.
  • Chi è là – urlò il prete. (continua)
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