#276 - 19 dicembre 2020
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Cultura e Società

Il presepe tradizionale è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio; vi sono presenti statue formate di materiali vari e disposte in un ambiente ricostruito in modo realistico. Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione: la grotta o la capanna, la mangiatoia dov'è posto Gesù Bambino, i due genitori, Giuseppe e Maria, i Magi, i pastori, le pecore, il bue e l'asinello e gli angeli.
La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre.

Il Presepe

di Dante Fasciolo

Una diversa luce sembra illuminare
l’umile mangiatoia di un bue e un asinello
e Francesco chino e genuflesso piange,
un pianto che si fa armonia e riverbera nel bosco.
Pastori e umili cittadini del contado fanno cerchio
e la messa dell’umile frate si fa annuncio:
il “Bambino di Betlemme è con noi”.

Greccio, poche case arroccate in collina,
sarà per sempre culla della storia
della prima rappresentazione presepiale
che dal medioevo invaderà il tempo avvenire
e trasmetterà il senso della fede ovunque
uomini e donne sentiranno forte dentro se stessi
la febbre avvolgente del divino.

Uomini della chiesa, del potere, della quotidianità
riconoscono nel gesto il segno
che accompagnerà a lungo le opere terrene
e che darà forza anno dopo anno
con il ripetersi dentro ogni casa
della costruzione della capanna che parla
il linguaggio del silenzio e della fraternità.

Non c’è dubbio, nei momenti difficili della vita,
il presepe può davvero rappresentare
la medicina universale che guarisce.
Poggiare uomini e animali di gesso o cartone,
vicini alla mangiatoia, a Maria, a Giuseppe,
sospendere angeli e stelle comete e poi pian piano
i Re magi coi doni…ecco un lento ricostruire
un cammino che ci vede protagonisti
nel segno della speranza e dell’amore,
i motori che spiegano il Mistero dell’incarnazione
e della sacralità della nostra esistenza.

Presepe: oltre il silenzio che avvolge l’animo,
ecco crescere il suono sottile della festa
che si fa messaggera di bellezza…
la stessa che da secoli colora
tutte le tele dei pittori, le forme degli scultori,
le infinite parole dei poeti e degli scrittori,
le note degli spartiti musicali…
e che accompagna con soavità la ninfa
che fluisce dalla mente al cuore di ciascuno.

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