#270 - 19 settembre 2020
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Editoriale

Mediterraneo

di Dante Fasciolo

Alla vigilia del decennale che le Nazioni Unite
dedicano ai problemi dei mari che bagnano la Terra,
si rincorrono vecchie parole per nuove attenzioni,
e stanche opinioni pubbliche aggiungono
inutili e beffarde proposte.
C’è il riscaldamento dell’intero pianeta,
e molti negano ancora l’evidenza scientifica;
cè la necessità di limitare dannosi combustibili,
ma si finanziano guerre per estrarre petrolio;
si invocano energie alternative,
e agili mani riempiono portafogli privati…
E i mari - anche il nostro mare - diventano
lo specchio opaco e rassegnato
del volto stanco dell’intera umanità.

Eppure, si avverte un sussulto positivo,
un tentativo di riconoscere una ineludibile presenza
nel rapporto di ciascuno e il proprio mare.
C’è in corso a Palermo una mostra significativa:
“Mediterraneo” che ci fa viaggiare dal tempo
della geologia ai miti, dai greci ai fenici,
dallo scambio alla globalizzazione,
dalla civiltà alle guerre…
solo una mostra socio-culturale? No!

Un punto e da capo per ricominciare
a farci carico delle nuove esigenze delle società
che nel nostro mare si affacciano...
popoli diversi per cultura e religione
da chiamare ad una pacifica convivenza nella libertà,
e cominciare dal porre fine all’immagine
di una nave capovolta e uomini in mare
dipinta 2.700 anni fa sul Cratere del Naufragio.

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