#257 - 22 febbraio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Editoriale

Fabbriche

di Dante Fasciolo

Si fa un gran parlare oggi
(ma l’argomento viene riproposto spesso)
di embargo delle armi per stoppare un conflitto.

Una presa in giro dei “grandi”
solo per dare fiato agli eserciti
e tempo per rifornire più o meno segretamente
il fronte del conflitto e gli arsenali con nuove armi.

Il centro odierno dell’attenzione è la Libia,
ma basta aprire lo sguardo all’orizzonte mediorientale
per accorgersi che si sarebbe dovuto applicare
il fantomatico “cessino le armi”
da un bel po’ di tempo.

Il traffico delle armi, si sa, è un business
che rende incassi formidabili per fabbricanti e trafficanti,
ma esborsi micidiali per i bilanci di chi acquista.
Direte, ma si vende e si acquista per una buona ragione!?
No, si vendono e si acquistano armi
per organizzare guerra laddove c’è da lucrare,
o un tessuto nazionale debole, o un conflitto tra tribù,
più semplicemente per strategia geopolitiche,
ovvero di influenze territoriali, ovvero di controllo
di quei territori, quelle aree, quegli spicchi di mondo
dotati per fortuna e per sfortuna
di ricchezze naturali.

Il discorso è vecchio e sa di stantio,
e difficile è tuttavia non arrabbiarsi di fronte
ai danni materiali che la guerra produce:
case, fabbriche, ospedali, scuole rase al suolo…
e i danni morali e fisici alle persone:
lutti, fame, malattie, menomazioni, esodi di milioni
di uomini, di vecchi e donne e bambini…
Chi sanerà questo ferite?

E’ noto anche il progetto: ricostruiranno le città
le stesse nazioni che hanno fornito le armi,
nuovi business, nuovi sfruttamenti, nuovi assoggettamenti…
e chi riparerà i danni fisici e morali alle persone?
Ma si,! Che volete!? Abbiamo l’Onu, la Fao, l’Unicef per questo…
E l’pocrisia, il dileggio dei “grandi” si trasfoma
in latte in polvere, farina, antibiotici, qualche quaderno…

Che mondo buio stiamo vivendo… !
Come vorrei che la luce di una prossima alba
porti una notizia semplice:
Il Governo Italiano ha deliberato la conversione
delle fabbriche di armi in fabbriche di umanità.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).