#241 - 1 giugno 2019
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Costume e Società

Tratto dal libro "E' Abruzzo...Bellezza!"

Transumanza

La Transumanza e i suoi Tratturi

La tradizione perduta, secolare connotazione delle genti abruzzesi

di Dante Fasciolo

«Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all' Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.»
Reminescenze scolastiche: I Pastori di Gabriele d’Annunzio;
e le remote di Marco Terenzio Varrone, nel suo De Re Rustica
ove descrive la transumanza, nel 1° Secolo a.C.
«Itaque greges ovium longe abigintur ex Apulia in Samnium aestivatum…»,
il fenomeno visto in chiave economica.
Dalla Daunia e dal Bruzio verso il Sannio e la Lucania…
e attenti guardiani romani esattori del tributo.

Transumanza

Così, per millenni, e fino a ridosso dei nostri giorni,
il trasferimento degli armenti segna scadenze stagionali,
tra il 29 settembre e l’8 maggio
da un pascolo all’altro, protetto dall’Arcangelo Michele.
Il riferimento religioso è costante, e non sono pochi
gli accostamenti alla parola biblica; così da Isaia:
“Come un pastore egli fa pascolare il gregge / e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul seno / e conduce pian piano le pecore madri.”

Da Ezechiele: “Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare.
Oracolo del Signore Dio. Cercherò la pecora perduta
e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò quella ferita e curerò quella malata,
avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.”

Transumanza

Anche da Gioele un’attenzione: “Vanno errando gli armenti di buoi,
perché non c'è più pascolo per loro; perfino le pecore ne fanno le spese!
A te, Signore, io grido! Il fuoco ha divorato i pascoli del deserto;
la fiamma ha consumato tutte le piante della campagna.
Anche gli animali campestri si rivolgono a te, perché si sono seccati i corsi d'acqua
e il fuoco ha divorato i pascoli del deserto.”

Transumanza

Di certo la transumanza non può essere stata scambiata
per una passeggiata all’aria aperta in pieno sole;
pioggia, freddo, fatica l’hanno da sempre accompagnata.
Lunghi tratti degli ampi tratturi hanno offerto polvere e silenzi,
e pesanti passi di pastori hanno messo a dura prova
la tenacia e la pazienza in equilibrio con sonno e fatica.
Timidi borghi e sparsi casolari ai bordi,
chiese rurali e icone sacre alle contrade,
pietre che narrano il tempo, le abitudini e la cultura
che hanno distinto l’uomo e la sua vocazione.
Rustiche verdure, latte e freschi formaggi col pane di casa,
e rare carni di montoni stanchi o pecore esauste,
sacrificati al fuoco improvvisato
tra parole sommesse e preghiere nell’intimo.
Lontani i caldi giacigli familiari, lontani gli affetti;
la meta, il riposo, il guadagno affollano la mente degli anziani pastori
nel mentre giovanili speranze danzano
al gioco del cane pastore, alla luce stellare.
E proprio il cielo resta il testimone primo della transumanza;
un’epigrafe rinvenuta a Termoli narra nel VI secolo a.C.
di un percorso costiero e 500 anni dopo ecco un cippo
riguardante il tratturo Centurelle-Montesecco.
Nel tempo molti altri si aggiungono in elenco:
Celano-Foggia, Lucera-Casal di Sangro, Pescasseroli-Candela,
soprattutto prende corpo il Tratturo Magno
che impone la supremazia dall’Aquila a Foggia.
Piccoli sentieri convergono verso questa grande arteria
che resta simbolo di una storia di recente terminata.
Asfalto, camion, treni hanno sostituito gambe e zampe
e rotto il respiro della poesia che ha a lungo aleggiato.

Transumanza

Oggi restano attivi piccoli percorsi verticali dalle pianure ai monti,
ma ai giovanissimi manca un tassello della storia millenaria,
parlano con un linguaggio informato ma privo di cultura autentica,
pongono domande che meritano risposte, anche da Italo Calvino.
"Papà" dissero i bambini, "le mucche sono come i tram?
Fanno le fermate? Dov'è il capolinea delle mucche?"
"Niente a che fare coi tram" spiegò Marcovaldo, "vanno in montagna."
"Si mettono gli sci?" chiese Pietruccio.
"Vanno al pascolo a mangiare l'erba."
"E non gli fanno la multa se sciupano i prati?"
Niente multa! ma l’auspicio del richiesto riconoscimento Unesco:
“Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.”

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)