#238 - 13 aprile 2019
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Iniziative

Roma - Notte Bianca a Regina Coeli

L' antico torchio

di Laura Carlodalatri

Notte bianca di Regina Coeli: un nome coinvolgente per fermare nella memoria un momento storico: la cerimonia di ricollocamento del torchio utilizzato per stampare le prime Gazzette Ufficiali del Regno d’Italia.
Nel 1861 Il re Vittorio Emanuele sceglieva, per l’organo ufficiale di stampa del neo nato Regno, la Tipografia torinese dei Fratelli Botta. Non passava molto che uno sciopero degli operai metteva in crisi l’intero apparato politico. Si decideva dunque di far stampare la Gazzetta in un carcere per evitare il rischio di nuove interruzioni.

L' antico torchioL' antico torchio

Nella prefazione di Assunta Borzacchiello alla Storia di Regina Coeli e delle carceri romane scritta dal medico penitenziario e storiografo Giuseppe Adinolfi (ed. Bonsignori), si legge che il torchio fu acquistato nel 1883. Fu quindi collocato in un locale di Regina Coeli e, con l’ausilio di macchinari provenienti dal carcere di Civitavecchia, andò a costituire l’arredo della nuova tipografia. La mano d’opera detenuta -ricorda la Borzacchiello- già utilizzata per la ristrutturazione dell’ex Monastero delle Mantellate, veniva ora di nuovo utilizzata per la stampa della Gazzetta, sollevando il malcontento della popolazione civile che si vedeva sottrarre lavoro. Smessone l’uso, il torchio veniva messo in bella vista nell’atrio d’ingresso del carcere di Regina Coeli. A causa di una ristrutturazione, nei primi anni novanta fu depositato all’aperto, in uno dei cortili interni.

L' antico torchioL' antico torchio

Nella recensione della Borzacchiello si legge ancora: “Adinolfi suggerì alla direzione del carcere ed al Museo Criminologico di intervenire per recuperare la macchina, per il valore storico che essa riveste, prima che le varie parti divenissero inutilizzabili. Il Museo Criminologico tentò di acquisire il torchio, ma l’eccessivo peso ne rese impossibile il trasporto in via del Gonfalone, dove, fra l’altro, manca lo spazio adatto per esporlo…”.

L' antico torchioL' antico torchio

Nel 2018 il Rotary E-Club Roma - con la partecipazione della Commissione Rotary Dal Carcere alla Società del Distretto 2080 ed in sintonia con la linea d’azione della direttrice dell’Istituto, dott.ssa Silvana Sergi - vara un progetto per il finanziamento e la ristrutturazione del torchio. L’opera viene completata nel marzo del 2019 grazie anche e soprattutto alla fondamentale collaborazione di alcuni detenuti e operatori interni all’Istituto.
La cerimonia del ricollocamento è stata organizzata in Interclub con il Rotary Club Roma Olgiata e si è svolta il 28 marzo 2019 nella Biblioteca di Regina Coeli, in via della Lungara 29, a Roma.

L' antico torchioL' antico torchio

Nel corso della emozionante cerimonia, i visitatori hanno incontrato i detenuti protagonisti del restauro, ed uno di loro ha letto brani tratti dalle Sacre Scritture, sotto la guida del cappellano del carcere, padre Vittorio Trani, conduttore d’eccezione di tutta la serata.
Al successo della serata, cui hanno partecipato Autorità rotariane e civili, ha contribuito la partecipazione straordinaria dei Maestri Romolo e Massimo Di Sano, rispettivamente tenore e musicista, entrambi insegnanti in Conservatorio.

L' antico torchio

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)