#236 - 12 marzo 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Parchi e oasi dello spirito

Un rifugio spirituale nell'incanto del paesaggio

Cottanello (Rieti)

Eremo di San Cataldo

Situato alle porte del paese, il caratteristico Eremo di San Cataldo, incavato in una roccia, da oltre un millennio protegge la piccola comunità di Cottanello.

Eremo di San CataldoEremo di San Cataldo

Le sue origini, precedenti al X secolo, sono dovute ai frati benedettini che, predicando nella zona, lo usavano come rifugio o luogo di eremitaggio.
L'eremo è dedicato a S. Cataldo, Vescovo di Rochau, vissuto tra il VI°- VII° secolo d.c. che durante un pellegrinaggio in Terra Santa mori' a Taranto dove fu sepolto nella cattedrale.
La leggenda vuole che il Santo si sia rifugiato nell'eremo per sfuggire alla persecuzione ariana, ma nessun riscontro storico ha mai avvalorato tale ipotesi, ed e' più probabile invece che la sua venerazione fu portata dai soldati che intorno al 1497 avevano combattuto proprio a Taranto.

Il patrono di Cottanello è stato da sempre S. Andrea, ma gli abitanti hanno sempre avuto una particolare predilezione per S. Cataldo, copatrono che si festeggia con gran fervore il 10 Maggio; a lui sono stati dedicati molti “ex-voto”, alcuni ancora visibili all'interno dell'eremo.
All'interno la piccola cappellina custodisce i più antichi affreschi in stile bizantino della Sabina, di particolare bellezza, come il millenario dipinto del Redentore ed altri bellissimi dipinti quattrocenteschi, raffiguranti Madonne con Bambino e Santi Vescovi.

Eremo di San CataldoEremo di San Cataldo

Nel dipinto del Redentore, datato IX° - X° secolo, è rappresentato Gesù seduto in atto di benedire con ai lati gli apostoli e sotto sei sante; nell’affresco ci sono chiari riferimenti a S. Francesco d’Assisi, il più visibile è il simbolo del santo stesso, il “TAU” greco che lo identificava.
E' certo infatti che tra il 1217 ed il 1223 Francesco si fermò tra le nostre genti per evangelizzarle.
L'affresco venne alla luce solo nel 1944, quando guastatori tedeschi, per proteggersi la fuga, fecero saltare il ponticello sottostante. L'eremo miracolosamente rimase integro, ma lo scoppio screpolò un affresco del '700 raffigurante il paese, sotto il quale si celava il prezioso dipinto.
Nella volta, infine, vi sono ancora le rappresentazioni barocche, quindi posteriori, quali la cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre.
In un angolo della stessa parete c’è l'affresco risalente al 1443 della Vergine il cui Gesu' Bambino ha il volto che ricorda le sembianze di S. Francesco.

Eremo di San CataldoEremo di San Cataldo

Studiosi affermano che l’eremo sia stato usato più volte come avamposto di difesa durante i combattimenti susseguitisi nei diversi secoli: a confermare questa ipotesi ci sono le feritoie che ancora oggi si notano nella parete.
La suggestiva scalinata fu costruita nel 1888, quando fu realizzata la strada provinciale di Fontecerro per raggiungere la valle reatina.
Prima di questa opera la vecchia strada era quella che passa per i “Prati di Cottanello”, ovvero proprio il cammino di Francesco, strada che percorreva il Santo da Greccio per raggiungere i nostri paesi.

Eremo di San CataldoEremo di San Cataldo

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).