#235 - 2 febbraio 2019
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Scacchi

di Dante Fasciolo

Erano entrambi con gli occhi puntati alla scacchiera,
e incitavano e ridevano ad ogni scaltra mossa
che i giocatori di turno alternavano con apprensione.

Poi, venne il turno dei ridanciani
che, eccitati dalla visione delle precedenti prodezze,
continuarono a ridere e a ridere
di fronte al gioco sempre più complicato, e con bullesca allegria
inventarono mosse sempre più avventurose
infischiandosi del buon senso e delle regole,
anzi contraddicendole minuto dopo minuto,
sì che da giocatori allegri e spensierati presto mutarono
la loro insignificante natura in costante azione comica
soddisfatti del plauso partigiano del pubblico.

Va con sè che i due comici alla scacchiera
finiscono per alzare il gomito per solidarietà
col pubblico sostenitore, e i brindisi di compiacimento
creano quell’atmosfera di onnipotenza
che ciascuno dei due eroi si cuce addosso a propria misura.

Ora che la prima partita è finita, e la sbornia passata,
i due comici dovrebbero avere un sussulto esistenziale…
guidare il governo di un paese non è come
nei film di Gianni e Pinotto o più recenti di Totò e Peppino,
seppure nelle loro storie aleggia un po’di etica e morale.

Si preferisce, per contro, mascherare i connotati,
assumere nuove sembianze …e non vi è chi non vede
che i nuovi volti hanno le sembianze del “gatto e la volpe”
dei quali hanno assunto anche astuzie e comportamenti
aggiungendo alla verve comica quella tragica,
delle quali il pubblico spettatore non s’avvede
e continua a battere le mani per l’uno o per l’altro:
esercito non pagato di mercenari del pensiero politico
maturato sotto vuoto spinto.

E’ fresca la notizia della scoperta di una nuova galassia
che troneggia nel firmamento a miliardi di anni luce…
nella nostra piccola galassia dell’irrilevanza
troneggia il dominio strategico su 47 uomini considerati spazzatura.

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)