#234 - 19 gennaio 2019
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Pagella

di Dante Fasciolo

Dal Mali alla Libia, 4000 mila chilometri,
10 milioni di passi.
I primi, forse, lenti e incerti,
per non affrettare il distacco dai familiari,
dalla casa, gli amici, il villaggio, il paesaggio…
gli altri in fretta, per molto tempo,
perché la meta è lontana e le provviste insufficienti.

Poi passi lentissimi che affondano nella sabbia,
e sempre più faticosi sotto il sole e il chibli,
l’interminabile vento che deposita sugli occhi
e dentro gli orecchi la sabbia finissima,
fastidiosa eppur familiare, presenza che mitiga
la solitudine che avvolge dune sterminate.

Il fardello, benché sempre più leggero,
più pesante si fa, e aggrava il cammino
stremato e riarso…ma vivo di una speranza
che resiste nel cuore di chi reclama una vita.

Il ragazzo ha 14 anni, sale su un barcone
insieme a troppi disperati in cerca di pane e pace
e in cuor suo sente vicino il traguardo.
Ora, l’onda del destino lo trascina in fondo al mare,
e non potranno i sogni salvarlo.

Si, aveva un sogno, questo giovane del Mali:
aveva portato con sè, cucita e custodita
nella tasca di poveri indumenti
la sua brillante pagella scolastica,
il suo passaporto per il futuro, la prima pietra
per ricostruire in terra straniera un avvenire.

Che mortificazione per i nostri adolescenti,
viziati e svogliati, supportati da diseducativi
incentivi di famiglia, capaci solo di mostrare
la destrezza nei giochi sull’ipad…
ostentato come il loro passaporto al benessere
di cui si ignora provenienza e valore.

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