#230 - 17 novembre 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Testardo

di Dante Fasciolo

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”
suona un vecchio detto, ma ammesso che sia vero sordo
si tratterebbe di una malattia dell’orecchio.
Se invece si trattasse di un atteggiamento persistente
allora la malattia sarebbe una testardaggine,
e malato sarebbe il cervello.

In Italia di cervelli disturbati
ce ne sono 18 milioni, come purtroppo
testimoniano le tabelle mondiali della salute
(leggere in questo stesso numero l’articolo relativo)
va con se che tale alta percentuale, uno su tre, ahinoi!
riverbera tra i potenti politici di turno.

Oltre che dell’udito che li rende sordi a tutto,
esprimono chiaramente anche il disagio mentale
attraverso un testardaggine contro ogni ragione.
Il mio prezioso dizionario Garzanti afferma:
“testardo si dice di persona che persiste in un’idea
o in un atteggiamento, anche contro l’evidenza dei fatti
o in contrasto coi consigli e le buone ragioni degli altri”

Ora si può sorvolare sulla percentuale di disturbati
che stranamente coincide con la percentuale
dei voti espressi sulla totalità degli aventi diritto
e che determinano la maggioranza di governo
(la matematica a volte suffraga il senso)
ma non si può certo sorvolare sulla testardaggine
che inorgoglisce la mente dei governanti,
laddove il risultato finale dell’agire dovesse affermarsi
come un pesante danno non solo per i consenzienti
ma per gli altri, due su tre, che non hanno autorizzato
sordità e testardaggine, ma auspicano responsabilità
da parte di chi detiene il potere di operare
per il bene di tutti e non per effimere glorie del momento.

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