#228 - 13 ottobre 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Ebbrezza

di Dante Fasciolo

C’erano, non molto tempo fa, le osterie:
luoghi fumosi, odorosi di sicaro e pessimo tabacco
dove la sera si riunivano “i compari”
per parlare di donne, di governo e di vino,
tre argomenti forti, capaci di tirare le ore piccole
e accompagnare incerti passi verso casa
giacchè l’ebbrezza montava paradisiaci pensieri.

Le osterie di un tempo non esistono più,
ora sono bar, pab, club, nait…
e se qualche nostalgico resiste ancora
ha messo l’h davanti ad osteria
ma ha cambiato tipologia al servizio:
usa tovaglie, serve cibo cucinato e vino,
anch’esso raffinato, in bottiglia, e con bicchieri design.

Cambia anche la tipologia degli avventori,
in questi luoghi vanno famigliole per la festa,
ma sono assidui politici e affaristi…
e gli argomenti sono sempre gli stessi:
donne, vino e governo sempre più in chiave di potere;
certo non si esce di qui completamente ebbri,
ci vuole altro per perdere la bussola.

L’ebbrezza vera, vivace e persistente
batte altri sentieri, corre sui social:
decine di migliaia di parole ripetute e copiate
da un esercito sterminato di cacatua
gonfiano l’ego dei capofila che guidano la politica
strumentalizzando qualche clik sulla tastiera del PC
e l’espressione di un voto di una residuale e contraddittoria
minoranza rispetto alla totalità dei cittadini.

Sono nella stanza dei bottoni,
giudicano e sbeffeggiano chiunque,
e non tollerano avversari e consigli.
Guidano una nave al buio sul mare in tempesta,
ebbri di fanatica sicumera e di potere…

quanto è lontana ancora l’alba che sostituirà
l’ebbrezza con una rinfrescante brezza mattutina?

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