#218 - 12 maggio 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Il Guitto

di Dante Fasciolo

Secondo il Dizionario Garzanti vuol dire:
“Comico di piccole Compagnie Girovaghe”,
oppure, “Attore da strapazzo”, scegliete voi…

E quanti attori da strapazzo ci siano in Italia
ogni cittadino di buonsenso
può far di conto ogni giorno, ad ogni incontro…

Fortuna vuole che ci siano in giro
anche persone ragionevoli e libere di pensare
senza farsi irretire da false apparenze.

Si perché il Comico da strapazzo,
consapevole di essere un guitto, vende la sua risata
mortificante come ultima verità.

E per dare forza alla sua narrazione
infila decine di grani nella coroncina delle bugie
sonoramente dette e disdette allo scadere dell’ora.

Va con sé che il guitto affascina, si rende simpatico,
e lui, come un funambolo, fa finta di cadere
provocando un urlo di terrore a chi lo guarda.

se cado giù io, sembra ammonire,
schiaccio voi tutti che siete sotto la corda,
e cade giù – tragedia – anche l’impalcatura…

Gli astanti fanno finta di crederci,
ma è una finta per entrambi, e battono le mani
pronti a sollecitare un’altra falsa esibizione.

Il guitto, applaudito e remunerato a cappello,
si rende conto di non poter esibire
il fantasmagorico numero promesso…chiede aiuto.

Ora sono in due sulla fune, l’emozione raddoppia.
le finte cadute e le annunciate rinunce
sbigottano in attonito turbamento i fans

e ora l’uno e ora l’altro subiscono ordalie
questi funamboli improvvisati , eroi di ritorno
da un medioevo iroso e vendicativo

da consumarsi lungo un cammino per campi e prati
senza bussola e senza orizzonti…
viandanti del nulla e bugiarda sicumera.

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