#217 - 28 aprile 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Il Palio e la Cuccagna

di Dante Fasciolo

S’affollano intorno allo steccato i passionali,
incuriositi o innervositi spettatori,
per godere e soffrire pochi attimi della gara.
Testardi cavalli mal sopportano la vicinanza
e pazienti oltre ogni limite i fantini
tutto tentano per un allineamento al nastro di partenza.

Si conta già sui possibili vincitori,
cavalli con esperienza provata, o debuttanti sfrontati;
tutti tesi a primeggiare ad ogni costo.
Spinte, dispetti, insulti, qualche violenza
e all’ultima curva, un ultimo colpo di reni
per portare uno zoccolo avanti di un palmo.

Al Palio di Siena un solo cavallo sarà vincitore,
un solo fantino trionferà, osannato,
ma al traguardo potrà arrivare primo un cavallo scossato
senza cavaliere…e a vincere sarà la contrada
senza merito alcuno oltre il tifo e il battimano
ma chiamata a custodire il premio ricevuto.

Non da meno è il trio che segue:
cavallo, fantino, contrada che perde la gara.
Rammarico, risentimento, ammissione…
il repertorio è uno spartito che scotta;
abbracciare il vincitore? Come è difficile farlo!
Provarci solo per difendere il buon nome della gara?

Ecco allora il cambio del gioco, è l’albero della cuccagna
chiamato ad assicurare la dignità della gara con onestà.
Ha in cima i suoi doni: il consenso, la lealtà, la verità…
chi tra i concorrenti riuscirà a scalare l’albero,
ora impiastricciato di espedienti negativi all’ascesa,
potrà aggiungere ai premi la dignità,
virtù che non ha bisogno di facili abbracci.

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