#211 - 17 febbraio 2018
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Editoriale

Giornalisti

di Dante Fasciolo

Credo che un sottile filo di invidia misto a rabbia
avvolga la visione dei dibattiti televisivi
dei politici portavoce dei loro partiti.
Siamo in piena campagna elettorale e ciò vorrebbe
un decente dibattito tra politici e giornalisti,
così purtroppo non è.

I primi, naturalmente hanno il dovere di nascondere
e le loro parole sono pari a bugie;
ma sui secondi intendo trattenermi:
vanno agli incontri generalmente i big del giornale
scelto il più delle volte dai conduttori tv
tutt’altro che imparziali in questa disputa.

Ci sono i ruffiani, che in linea di massima
accarezzano con i loro interventi
i politici di turno, senza malcelare, tuttavia,
le loro simpatie nascoste nelle domande
formulate ad hoc per risposte scontate,
imbambolando così un pubblico distratto.

Questo tipo di conduttori tv è maggioranza;
ci sono poi gli ostili, i falsi informati,
i teatranti, i finti sorpresi, etc.
mentre i giornalisti interlocutori si comportano
finto-incapaci da arretrare sempre
di fronte a tematiche spinose.

Insomma, questi ultimi, in linea di massima,
pur di non innemicarsi il politico da interpellare
pongono domande talmente generiche e scontate
che fanno salire il nervoso a chi aspetta risposte,
e che, risultato, finiscono per ripudiare l’acquisto
del giornale così male rappresentato.

Timore reverenziale? Impreparazione? Furbizia?
Ubbidienza all’Editore? Viene da domandarsi
perché non pongono serie domande
e perché non incalzano i politici quando
troppo palese e sfacciata si fa la loro
strafottente arroganza e sicumera…e falsità?

Una proposta…non un generico popolo,
ma perché non chiamare ad interloquire
coi politici di turno i giovani aspiranti
delle nostre scuole per giornalismo?
Sicuramente non farebbero la figura
degli addomesticati Big direttori di giornali.

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