#209 - 20 gennaio 2018
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Pochi giorni fa un bottone schiacciato per errore
ha gettato il mondo nel panico per un'ora circa

Attaccabottone

di Dante Fasciolo

Attaccabottone è un termine popolare
che si può interpretare in diverse maniere,
l’oggetto che lo incarna è il semplice bottone che conosciamo e
se lo si considera a se stante, sappiamo che è cucito
e dunque difficile da staccare dall’indumento;
se si considera che è agganciato all’asola
il sodalizio con l’abito diventa più forte;
se si identifica invece con una persona
la definizione di attacca-bottone assume valenze plurime:
è un amico che trova sempre un motivo
per parlare e trattenerti a lungo;
o più semplicemente è uno sconosciuto
che cerca ogni argomento per intrattenerti.

(simpatici attaccabottoni sono tutti gli uomini
tra i 15 e i 95 anni che cercano di filare
con ragazze dai 13 ai 90)

Orbene, non divaghiamo. I bottoni di cui voglio occuparmi
non sono quelli del gilet,
ma dei numerosi bottoni presenti nel mondo
per la maggior parte disposti sui tavoli che contano
e sotto la responsabilità di uomini
“fortemente abbottonati”, è il caso di dire,
a Governi, Nazioni, Sensibilità Politiche e Militari.

A cosa servono?
Servono a dare allarmi, a lanciare missili,
ad attaccare o rispondere se si è attaccati...
insomma, servono a fare la guerra.
Un bottone schiacciato può innescare un conflitto
e portare morte e distruzione ovunque sul pianeta
nel giro di una manciata di minuti
con scarsissime possibilità di frenare l’impatto
se non per esaurimento degli arsenali.
Se si trattasse di arsenali di pistole col tappo,
o di fucili a piombini, il danno sarebbe irrisorio,
emblematico, quasi un gioco…
ma sappiamo che gli arsenali nascondono armi atomiche
centinaia di volte più potenti della bomba
sganciata a Hiroshima e Nagasaki
e che se sgangiate dalle nazioni che le posseggono,
nemiche per politica ed economia,
distruggerebbero intere città e ucciderebbero
più della metà del genere umano,
mentre l’altra metà lascerà questo mondo
nel giro di qualche anno per contaminazioni nucleari.

Allegria!
Due arroganti e prepotenti del mondo presente
giocano con i loro bottoni,
e come due scolaretti delle elementari
fanno a gara a chi ce l’ha più grosso.

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