#195 - 10 giugno 2017
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 03 febbraio, quando lascerà  il posto al numero 323. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Manipolazione

di Dante Fasciolo

Una interminabile partita di tresette
è in corso ormai da decenni.
Non si tratta di una partita da giocare
in una oscura bettola tra avvinazzati,
bensì tra gentiluomini rasati e pettinati alcuni,
barbuti e turbanti di ogni tipo in testa altri,
che da mattina a sera siedono ai tavoli da gioco,
ovvero aule parlamentari o ministeriali,
sempre più spesso aule bancarie e multinazionali.

Mentre nel primo caso i giocatori sono divisi
in due distinte posizioni: 2 contro due,
e il gioco si svolge in assoluto silenzio perchè sono solo
gesti furtivi ad orientare la vittoria ;
nel secondo caso si parla sempre molto
per confondere l’avversario, e sempre meno gesti
se non per mascherare il vero pensiero.

Così avviene che si dice bianco per nero,
si sorride per nascondere la rabbia,
si urla per supplire all’incapacità, si ricatta per un torto,
si ammonisce per vendetta, si alzano indici accusatori,
si mobilitano masse per spaventare gli ignavi
dando loro l’illusione di contare.

E qui il tresette modifica la sua natura,
da gioco diventa manipolazione,
e il tavolo muta in una grande scacchiera
con re, regine, cavalli e fanti
che si incontrano, si scontrano, si inseguono,
si contraddicono, si tradiscono…
falsità e interessi spesso inconfessabili
rimbalzano con l’agilità di atleti in gara per una coppa.

Guardiamo cosa succede nel mondo
con un attimo di freddezza.
Ancora una volta si nota la differenza:
la coppa del tresette profuma di vino e amicizia…
la coppa degli accaniti falsi combattenti,
contiene fiele e veleno
spacciati come il bene per l’umanità.

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