#185 - 4 marzo 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Di borgo in borgo

Taverna (Catanzaro)

Il Borgo di Mattia Preti

Ai piedi della Piccola Sila

Taverna è il borgo di Mattia Preti, uno dei più significativi interpreti della pittura italiana del Seicento. Le attrattive principali del paese sono legate a lui: suoi capolavori sono custoditi nella ricchissima chiesa di S. Domenico, nel Museo civico, nella chiesa barocca di S. Barbara.

A completare il percorso di visita sono il Museo d’arte contemporanea all’aperto e le Vie delle Poesia, con opere di vari artisti e testi poetici di autori del Novecento sparsi per il paese.

Il Borgo di Mattia PretiIl Borgo di Mattia Preti

E poi, i dintorni: perché Taverna sorge ai piedi della Sila Piccola, un territorio bellissimo ricoperto di boschi e costellato di laghi dove sorge il centro visita “Antonio Garcea”, complesso con musei, aree e laboratori didattici, punto di partenza per escursioni e passeggiate.

Il Borgo di Mattia PretiIl Borgo di Mattia Preti

Taverna vede la sua origine nella mitica polis greca Treis-Chenè, fondata da coloni provenienti dalla Grecia in prossimità del mare Ionio.
Si pensa che la città venne distrutta nel X secolo, nel corso di incursioni saracene che spinsero le popolazioni a ritirarsi nell'entroterra, in villaggi più riparati, sulle montagne. Sono ancora visibili i resti di un castello, di una torretta d'avvistamento e della cattedrale, sul monte Paramite di Taverna Vecchia, antica sede dell'Episcopio spostato da Callisto Papa II nel 1122, a Catanzaro.

Il Borgo di Mattia PretiIl Borgo di Mattia Preti

Avvenne una seconda distruzione di Taverna a causa delle guerre feudali nel 1160 e le lotte tra Aragonesi e Angioini nel 1459 che costrinse la popolazione a trasferirsi nel vicino Casale di Bompignano, qui la città dimorò in maniera stabile, definendo un vasto e ricco territorio che favori la formazione di un governo politico autonomo, gestito da famiglie nobili del luogo, attraverso l'elezione di un Sedile Patrizio e la presenza di svariati Ordini Monastici.

Il Borgo di Mattia PretiIl Borgo di Mattia Preti

Questo piccolo rinascimento favorì un grande sviluppo economico e sociale ed un vivace ambiente culturale, attivo per tutto il secolo XVI e XVII, ma che scemò agli inizi dell'Ottocento.
Nel corso del XIX secolo, i le alternanze politiche succedutesi alla Repubblica Partenopea, all'insediamento nella città dei Francesi, ai moti Risorgimentali, al brigantaggio, fino all'Unità d'Italia, causarono la perdita dell'autonomia amministrativa e la fuga da Taverna delle famiglie gentilizie e degli Ordini monastici.
"Con gli anni oscuri della prima metà del nostro secolo, drammaticamente segnati dai conflitti bellici, dalla povertà e dalle dissanguanti emigrazioni, la più alta identità storica e culturale della città sarà dispersa in mille rivoli da distruzioni, saccheggi, demolizioni e furti. I frammenti giunti fino a noi, sospinti e irretiti dall'ultima fagocitante evoluzione, stentano ancora ad essere riconosciuti come le vere pietre miliari, necessarie alla costruzione futura di Taverna."

Il Borgo di Mattia PretiIl Borgo di Mattia PretiIl Borgo di Mattia Preti

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).