#183 - 11 febbraio 2017
AAAAA ATTENZIONE questo numero rester in rete fino alla mezzanotte del 3 maggio quando lascer il posto al numero 351. - BUONA LETTURA - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore gi in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore superer l'amore per il potere, sia avr la pace (J. Hendrix)
Fotografia

Un'interessante mostra fotografico-ambientale

Casa dei Tre Oci - Venezia

Artico: ultima frontiera

In mostra immagini di tre maestri della fotografia

Paolo Solari Bozzi - Ragnar Axelsson - Cartsen Egevang

L’Artico è il soggetto di un’interessante mostra fotografica rigorosamente in bianco e nero, allestita presso la Casa dei Tre Oci alla Giudecca a Venezia. Tre i fotografi che hanno esposto le loro immagini.

Artico: ultima frontieraArtico: ultima frontiera

La mostra, curata da Denis Curti, direttore artistico dei Tre Oci, vuole mettere in evidenza i problemi ambientali di alcune regioni del mondo, Groenlandia, Siberia Alaska e Islanda, severamente minacciate dall’imminente pericolo del riscaldamento globale.
“In queste immagini- afferma Denis Curti - l’imminenza del riscaldamento globale si fa urgenza, mentre si apre un confronto doloroso in cui l’uomo e le sue opere vengono inghiottiti dall’immensa potenza della natura.
Bellezza e avversità sono i concetti su cui la Casa dei Tre Oci fonda questo progetto, con una mostra che intende riportare l’attenzione sui paesaggi naturali e le tematiche ambientali dei nostri giorni”.

Artico: ultima frontieraArtico: ultima frontiera

Altro fenomeno che viene messo in evidenza è un problema etnico delle popolazioni inuit, che da alcuni anni sono state gravemente penalizzate dalla società occidentale. Una lotta tra natura e una civiltà che vuole imporre ad ogni costo le sue regole. Si tratta di 150.000 uomini che da anni vivono in un’ampia regione del pianeta, costretti in un ambiente alquanto ostile e difficile.
Un tempo questa popolazione sui libri scolastici veniva chiamata “esquimese”, ovvero coloro che fabbricano racchette da neve.

Artico: ultima frontieraArtico: ultima frontiera

Un tempo gli inuit vivevano negli igloo, spariti tutti o quasi dagli anni ’70, ora sostituiti da case o baracche o strutture più mobili.
Un territorio sterminato, siderale quello di codeste popolazioni. Le loro attività vengono effettuate tra cani da slitta, motoslitte, e kayak.

Artico: ultima frontieraArtico: ultima frontiera

La parola artico si riferisce a terra dove c’è l’orso (dal greco arktos, orsa maggiore).
Le 120 immagini della mostra, attraverso tre diverse angolazioni, quelle di tre fotografi, maestri di fotografia, l’italiano Paolo Solari Bozzi (Roma, 1957), l’islandese Ragnar Axelsson (Kòpagovur, 1958) e il danese Cartsen Egevang (Taastrup, 1969) raccontano la vita e i luoghi dell’Artico con la sua natura affascinante e le sue popolazioni.

Artico: ultima frontieraArtico: ultima frontiera

Oltre alle immagini, tre documentari sempre sulle regioni del grande Nord e le sue popolazioni, aggiungono altri interessanti informazioni, destando interesse ed emozione nel visitatore. “SILA and the Gatekeepers of the Artcic”, relizzato dalla regista e fotografa svizzera Corina Gama nel 2015, “Chasing Ice”, diretto nel 2012 dal giovane film-maker americano Jeff Oriowski e, infine, “Ice Hunters”, prodotto nel 2015 da un team ceco-statunitense.

Artico: ultima frontieraArtico: ultima frontiera

AAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo giornale no-profit realizzato da un gruppo di amici che volontariamente sentono la necessit di rendere noti i fatti, gli avvenimenti, le circostanze, i luoghi... riferiti alla natura e all'ambiente, alle arti, agli animali, alla solidariet tra singoli e le comunit, a tutte le attualit... in specie quelle trascurate, sottovalutate o ignorate dalla grande stampa. Il giornale non contiene pubblicit e non riceve finanziamenti; nessuno dei collaboratori percepisce compensi per le prestazioni frutto di volontariato. Le opinioni espressi negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la libert di giudizio (e di pensiero) lasciandoli responsabili dei loro scritti. Le foto utilizzate sono in parte tratte da FB o Internet ritenute libere; se portatrici di diritti saranno rimosse immediatamente su richiesta dell'autore.