#154 - 11 aprile 2016
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 31 marzo, quando lascerà  il posto al numero 327. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoriale

Il Coro

di Dante Fasciolo

Sarà sicuramente sfuggito ai distratti,
politici compresi, i quali invece
avrebbero molto da imparare dalla manifestazione
che a Napoli ha visto impegnati come coristi
circa 13.000 ragazzi di ogni parte d’Italia.

Piazza del Plebiscito, in altri tempi arena
per dibattiti e contrasti politici e sociali
ha dato spazio alla musica e al canto
e vecchie e nuove armonie hanno scandito
ritmo e senso di condivisione.

“La piazza incanta” ha esibito opere
di Verdi, Mozart, Hendel ed altri geni della musica
che hanno accompagnato idee e passioni,
al pari di autori di un tempo a noi più vicino
con musiche e parole dei giovani d’oggi.

A ben guardare, scandagliando a fondo,
non si è trattato solo di una manifestazione canora,
né di una rassegna promozionale per riportare,
dopo lunghi anni di assenza,
un po’ di musica e di poesia nelle scuole.

Credo invece che si sia trattato,
seppure inconsapevolmente,
di un gesto in qualche modo di ribellione,
di testimonianza profonda che cerca una via d’uscita
dal labirinto dell’ignavia e del lassismo delle coscienze.

Siamo abituati a demonizzare tutti su tutto:
i giovani, gli anziani, le donne,
i ricchi, i poveri, imprenditori e disoccupati,
il vicino di casa e l’emigrante, i giudici, e i politici,
governo e opposizioni…

Quando cominceremo a dialogare senza inganni,
e quando in coro metteremo la nostra voce,
la nostra passione, la nostra storia, il nostro amor proprio
per assecondare un ritmo possibile di un lavoro
capace di ristabilire una fisionomia umana al nostro tempo?!

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