#145 - 18 gennaio 2016
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Editoria

Un saggio sulla rotta del futuro dell'uomo - prima parte

Come il Titanic?

Guido Bissanti - Aracne Editrice

Otto capitoli e sessantacinque paragrafi
per raccontare una storia tutta da inventare.
Visione di un futuro prossimo venturo
che chiama ciascuno responsabilmente:
un appello a scienza, conoscenza e coscienza
rivolto ai passeggeri del pianeta, unica barca comune.

E non sembri retorico questo accenno a una imbarcazione
poichè l'autore porta come esempio il Titanic,
per spiegare con analogia stringente
il superficiale cammino della odierna società globale
distratta e non curante , arrendevole e manchevole
delle più elementari nozioni per uno sviluppo consapevole.

La rotta che la nostra "barca comune" sta percorrendo
è la stessa che percorse il Titanic....imperterrito,
teso a tutta velocità verso la conquista di un effimero primato:
mostrare i muscoli della galoppante industria,
la determinatezza del comando, l'ingegno e l'arguzia
per conquistare uno spicchio di gloria di pochi.

Quanto è simile la vicenda dell'"inaffondabile" Titanic
agli eventi che caratterizzano la nostra epoca?
Allora come ora:
Sulla "plancia del comando", equipaggio e governo;
sulle "classi alte" i potenti, l'orchestra w il mondo scientifico e culturale;
più "in basso" i passeggeri comuni, la stragrande maggioranza degli uomini.
La domanda è complessa ed esige una risposta,
che l'autore sviluppa in modo eloquente ed esaustivo
a partire dalla considerazione che l'attuale società,
figlia della "certezza" della " ragione illuminista"
sappia vederne i limiti ed elaborare tesi capaci
di comprendere al meglio le leggi, principi e regole dell'universo.

E' questa la tesi al centro del volume dell'autore:
Un impgno costante e maturo dei governi,
affinchè non operino in leggerezza come l'"equipaggio" del Titanic;
una maggiore ponderatezza della scienza e della cultura,
affinchè la conoscenza non somigli alla sicumera delle "classi alte";
un invito all'"orchestra" dei mass-media
affinchè suonui una musica più consona al momento storico;
una più responsabile attenzione allo stile di vita
e un maggiore controllo sulle decisioni del potere,
affinchè il popolo"in basso" cessi di ignorare quale futuro gli è riservato.

1 - continua

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)