Materiali che diventano provocazione acuta
nelle incertezze della società in trasformazione
Enzo Cacciola
di Amanzio Possenti

La mostra dell’Artista Enzo Cacciola - nativo di Arenzano ma residente a Roccagrimalda (Al), dove è sindaco - presso il palazzo della Regione Lombardia a Milano (mostra a cura di Alberto Fiz) propone la qualità di un’arte nuova.
Cacciola(classe 1945), autore fra i più rinomati nell’ambito della cosiddetta pittura analitica, presenta 49 opere tra cui molti lavori monumentali che testimoniano - scrive un comunicato- "la coerenza radicale di una ricerca dove la pittura si emancipa da ogni forma di edonismo o compiacimento formale per diventare essa stesso luogo di verifica".

Protagonista, come ho detto, tra i più rigorosi della pittura analitica (con l’uso di materiali antitradizionali, ad esempio il cemento che si fa componente primaria nel dipinto, nella ricerca costante fra materia, superficie, prospettiva espresiva), Cacciola ha sempre messo in discussione il fare pittura come "gesto codificato", sperimentando via via materiali anti-artistici utilizzati generalmente nell’ambito della produzione industriale e artigianale: «Il mio lavoro», afferma l’artista «prevede costantemente questo tipo di rapporto che mi permette di fare pittura verificando la reazione dei materiali diversamente estetici entrati di forza nella categoria arte».

La pittura in Cacciola continua a mantenere l’aspetto provocatorio contro ogni forma di convenzione o di accademismo: opere realizzate da alcuni anni con multigum (gomma liquida) e resina manifestano l’importanza operativa del "fare pittura", che rispetto
agli anni Settanta - dice ancora il comunicato – non si presenta più come corpo unitario, "attraversata da colature e linee verticali che escono dalla dimensione razionale propria dell'astrattismo classico per assumere un aspetto instabile... persino casuale, in base a un intervento meccanico esterno".


Nell'ultimo quadriennio da artista di talento quale è anche con riconoscimento internazionale, Cacciola ha introdotto un'altra variabile: "la tela di jeans che va a interagire con multigum," in uno sviluppo costante di idee e intuizioni, inedite soluzioni artistiche, che invitano il fruitore ad analisi serrate e approfondite: come del resto suscita la pittura di Cacciola, sempre intrisa di novità positive.

Come ha scritto Alberto Fiz: «Enzo Cacciola sin dagli anni Settanta, ha indagato la componente processuale dell’arte. Coerente con le istanze proposte dalla pittura analitica, in questa mostra delinea un percorso da cui emerge la coerenza di una ricerca problematica che si sviluppa con autonomia da oltre cinquant'anni in un dialogo sempre vivo con la pittura, intesa come luogo di sperimentazione.Tele, telai, viti, bulloni, asbesto, cementi, resine, materiali industriali si trasformano in mezzi di acuta provocazione dove la ricerca va di pari passo con le incertezze di una società in profondo mutamento».

