#372 - 1 febbraio 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di MARTEDI' 14 APRILE quando lascerà il posto al n° 377 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Il disagio

Modello made in Usa

bye bye !

di Nicola Bruni

"So' americano, so' americano", ripeteva il personaggio di Nando Mericoni interpretato in caricatura da Alberto Sordi nel film "Un americano a Roma", del 1954.

Confesso che appartengo anch'io a quella generazione di italiani che negli anni del dopoguerra sono stati "americanizzati" dall'influenza culturale esercitata nel Bel Paese da film, telefilm, cartoni animati, fumetti, canzoni, romanzi, miti, mode e messaggi pubblicitari provenienti dagli Stati Uniti.

Modello made in UsaModello made in UsaModello made in Usa

Dagli americani, in particolare, ho imparato fin da bambino a giocare ai cow-boy, masticare chewing-gum, ingoiare pop-corn, bere Coca-Cola, indossare jeans e, soprattutto, a dire "okei".

Da adolescente, sono cresciuto hollywoodiano ridendo con Stanlio e Ollio, sbellicandomi con Jerry Lewis, cavalcando alla Gary Cooper, sparando come John Wayne, camminando alla Sterling Hayden, bevendo come James Stewart, tagliandomi i capelli alla Marlon Brando, acclamando l’arrivo dei nostri che ammazzavano tutti gli indiani cattivi nei film del Far West.

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E poi, ancora, ascoltando il jazz, ballando il rock, cantando pop-song, leggendo Hemingway, sognando Marilyn Monroe, fumando Marlboro, fischiettando la Marcia dei Marines, coltivando appassionatamente il mito kennediano della Nuova Frontiera.

A un certo punto, però, ho deciso di dire "basta": quando dagli States è stato importato in Italia il macabro carnevale di Halloween. Mi sono domandato: "Io, travestirmi da scheletro, da zombie o da vampiro? Che ci ho scritto Jo Condor?".

Ma non avevo ancora visto l'inimmaginabile: un pericoloso pallone gonfiato, Donald Trump, assurto a Imperatore degli Stati Uniti con il voto degli americani.
Allora mi sono detto definitivamente: "Modello Made in USA bye bye!".

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