Conoscenda
Liberi di leggere


Febbraio - Sogno o son desto?
Scrive Yuval Noah Harari nel suo Sapiens. Da animali a dei. Breve storia dell’umanità che ciò che distingue gli umani dalle altre specie animali è proprio la fantasia, la capacità di immaginare ciò che non esiste e poi realizzarlo.
Leggere stimola la fantasia e crea un immaginario individuale e collettivo, la capacità di vedere o sognare altro.
La fantasia è il motore delle innovazioni, delle storie e delle soluzioni creative a problemi complessi.
Allo stesso tempo la fantasia non è un semplice rifugio dall’ordinario, ma una forma di espressione che arricchisce e dà significato alla nostra esperienza quotidiana. In questo senso fantasia e realtà sono due facce della stessa medaglia: la prima arricchisce la seconda, mentre la seconda dà vita alla prima. Una non esisterebbe senza l’altra, e insieme ci permettono di esplorare le infinite possibilità della nostra esistenza. Leggendo possiamo lasciare che la nostra fantasia ci conduca a immedesimarci in personaggi diversi, possiamo impunemente viverne anche le pulsioni più ardite e le esperienze fuori dalla norma, possiamo persino sentire che quei personaggi sono più vivi di quelli che incontriamo ogni giorno.
Gianni Rodari, a partire dalle storie narrate nelle fiabe classiche, ha inventato una serie di giochi fantastici e nella sua Grammatica della fantasia ha aiutato generazioni di insegnanti e genitori a inventare storie o costruire storie sbagliate. Ma tutto questo sarebbe impossibile senza aver letto dei libri.
– C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto giallo
– No rosso!
– Ah sì rosso. Dunque il suo papà la chiama e …
– Ma no, non il suo papà, era la sua mamma.
Gianni Rodari, La Grammatica della Fantasia
«Ci sono figure di altri tempi, immagini-fantasmi di libri che sono per noi realtà maggiori di certe insignificanze incarnate che parlano con noi dal terrazzo o che ci guardano casualmente sul tram, o che ci sfiorano passando nel caos morto delle strade. Gli altri non sono per noi altro che paesaggio e, quasi sempre, il paesaggio invisibile di una strada nota. Considero mie, con maggiore consanguineità e intimità, talune figure che sono scritte nei libri, certe immagini che ho conosciuto nelle illustrazioni, più di molte persone che sono considerate reali, che sono fatte di quell’inutilità metafisica chiamata carne ed ossa».
Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine
«Per sognare non bisogna chiudere gli occhi,
bisogna leggere».
Michel Foucault