#312 - 30 luglio 2022
Il DIRETTORE DEL GIORNALE E I REDATTORI TJUTTI AUGURANO UN SERENO NUOVO ANNO - AAA ATTENZIONE - Questo numero rimarrà in rete fino alla mezzanotte del 14 gennaio, quando lascerà il posto al numero 371. Ora MOTTI per TUTTI : - Finchè ti morde un lupo, pazienza; quel che secca è quando ti morde una pecora ( J.Joyce) - Lo sport è l'unica cosa intelligente che possano fare gli imbecilli (M.Maccari) - L'amore ti fa fare cose pazze, io per esempio mi sono sposato (B.Sorrel) - Anche i giorni peggiori hanno il loro lato positivo: finiscono! (J.Mc Henry) - Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti (E.Hemingway) - Il giornalista è colui che sa distinguere il vero dal falso e pubblica il falso (M. Twain) -
Lavoro

Statistiche

di Amanzio Possenti

Un dato è certo, le statistiche si alimentano di imprevedibilità, assai più che normalità: possiamo affermarlo di fronte ai dati Istat e Fondo Monetario Internazionale che nei giorni scorsi hanno reso noto informazioni statistiche a dir poco positivamente sorprendenti sul lavoro e sui conti economici italiani, mentre sia gli operatori finanziari sia la stampa specializzata temevano risultati negativi.

Il numero degli occupati in giugno ha registrato un balzo all’insù rispetto a maggio - + 83 mila unità - e quello dei disoccupati (2 milioni) in regresso dello 0,2% su base mensile. Ma il dato più importante, che fa compiere all’Italia un salto in avanti inaspettato, superiore a quello tedesco (solitamente decantatissimo nel confronto), è il record di lavoratori dipendenti addirittura dal 1977,ovvero 18,1 milioni di attivi, il che significa un tasso occupazionale attestato sul 60,1%,percentuale lodata come assai qualificante.

Statistiche

Si presenta subito l’altra faccia della nostra economia a smorzare i toni: il debito pubblico, sempre molto elevato.Alla fine del 2022,secondo le stime Fmi, dovrebbe risultare del 147,7% che, pur molto alto, presenterebbe un calo del 6,6% rispetto a quello del 2020, piena epoca covid, ben lontano nei confronti del 134,1% del 2019. Resta ancora molto, molto da fare: prima necessità evidente, il miglioramento forte e costante dei conti, ancor più nel clima di pesante inflazione prevista a fine 2022, intorno al 6,7% ( con recupero consistente, secondo le previsioni, del 3,5% nel prossimo anno).
Alti e bassi di un’economia che soffre e a fronte di chiarori positivi lascia intravvedere grosse incertezze.

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