#311 - 16 luglio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 dicembre quando lascerà  il posto al numero 319. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Musica e Strumenti

"una cosa bella è una gioia per sempre" John Keats

Cesena - Emilia Romagna

Museo di musica meccanica

Per ripercorrere 500 anni di storia

di Alessandro Gentili

Museo di musica meccanicaMuseo di musica meccanica

Musicalia è un racconto modulato su sette emozioni, dove sette stanze rievocano le sette note del pentagramma e le sette arti liberali. La collezione ripercorre 500 anni di storia della musica meccanica, fra strumenti che si potevano ascoltare tanto nei vicoli come nelle nobili dimore, su note che permettevano ai nostri antenati di danzare, cantare, guadagnare qualche soldo in terra straniera, innamorarsi.

Museo di musica meccanicaMuseo di musica meccanica

Si parte da un antenato della musica meccanica, fatto per scandire ritmi e cadenze in modo geometricoâ: il Tamburo di guerra di Leonardo Da Vinci, ospitato in una tenda da guerra del 500.
Lo strumento, ricostruito secondo i testi e i disegni dei Codici Leonardiani di Parigi e Venezia, serviva ad aiutare i soldati del Rinascimento a marciare con un ritmo simultaneo, fiduciosi dei propri mezzi e della propria forza anche nel fragore della battaglia.
Si procede con un elegante, astronomico salotto di fine settecento e metà ottocento. Un microcosmo dove si accendono sinestesie uditive e visive, dove basta sedersi su una sedia per suonare un'opera pittorica e dove gli strumenti esposti stuzzicano curiosità e meraviglia: deliziose scatole per tabacco dotate di carillon, scimmiette che fumano e suonano il violino, gabbie con uccellini meccanici che cantano e si muovono.

Museo di musica meccanicaMuseo di musica meccanica

La terza sala del museo di musica meccanica ci conduce verso gli strumenti che popolavano le strade di fine ottocento, suonando una musica ingegnosamente scritta sulla grammatica di schede perforate.
Spalloni, piani a cilindro e piani mandolini, talvolta l'unica ricchezza di mendicanti che li suonavano per vivere.
Pare che solo a Napoli questa attività venisse considerata un vero e proprio lavoro, poichè i suonatori di piani a cilindro proponevano le arie più popolari, suonando e cantando e vendendo i testi degli spartiti.

Museo di musica meccanicaMuseo di musica meccanica

La quarta stanza ospita la precisa aritmetica della Sala di Registrazione Sonora. Qui è riprodotta una delle prime sale da incisione e gli strumenti esposti sono testimoni del declino della musica meccanica: con l'avvento del disco e del grammofono la musica comincia ad entrare nelle case, e a sparire dalle strade.
Segue l'opulenta, retorica sala della regina Margherita, che i Conti Pasolini-Zanelli, antichi padroni dell'edificio, fecero ristrutturare ed affrescare appositamente in previsione di una visita della regina Margherita di Savoia che poi non avvenne mai.
Innumerevoli affreschi di margherite decorano sofficemente l'ambiente, omaggiando con l'icona floreale la presenza della regina. Troneggia al centro della sala il piano melodico Racca, realizzato con materiali prestigiosi e magnificamente rifinito. Ne ascoltarono il suono uomini illustri come Pascoli e Puccini.

Museo di musica meccanicaMuseo di musica meccanica

Scendendo al piano di sotto dialoghiamo con la hall di un Grand Hotel in stile Liberty e Art Dèco dalle trasparenze cristalline.
Qui è esposto uno strumento costruito in Germania per l'allora Grand Hotel di Roma; progettato in un'epoca senza corrente elettrica, è azionato da un grosso contrappeso e si avvia introducendo una moneta. Il nostro viaggio nel museo di musica meccanica ˜tra le righe del pentagramma si conclude con la musica folkloristica dell'organo da fiera Gavioli: un teatro musicale palpitante e colorato, nato per fare festa e ballare nelle piazze.
Si chiude così una favola sonora dove le note sono, al tempo stesso, Re e Regina.

Museo di musica meccanicaMuseo di musica meccanica

Musicalia è proprio come un carillon, che suona solo per chi conosce il segreto del meccanismo.
Per chi non ha ancora indovinato, il museo di musica meccanica Musicalia è ospitato nella splendida Villa Silvia Carducci, a Lizzano, appena fuori Cesena.
La villa, un tempo residenza estiva dei Conti Pasolini-Zanelli, circondata da un grande parco affacciato sulle colline, dove cresce tuttora un giardino di rose ottocentesco; e la stanza che per tante estati ha ospitato il poeta Giosuè Carducci, rimasta intatta dal giorno della sua ultima permanenza nel 1906, e' tuttora visitabile.
Certamente Villa Silvia e Musicalia rappresentano un'attrazione di nicchia, ma talmente particolare e ben curata che non manca di incantare anche visitatori occasionali. La villa e il suo magnifico parco ospitano talvolta eventi e concerti, ma possono fungere da scenario anche per cerimonie come matrimoni, le feste di laurea, meeting aziendali offrendo una cornice meravigliosa per giorni speciali.
Avevamo promesso una soluzione all'enigma; ma la vera domanda resta. Per quanto tempo Musicalia e le altre perle di Romagna rimarranno tesori sommersi..?

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