#310 - 29 giugno 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 dicembre quando lascerà  il posto al numero 319. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Arte

Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese

Verona - Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra

Giovan Francesco Caroto

di Amanzio Possenti

E’ proprio vero, le informazioni sul passato e sulla vita di Artisti di rango spesso sono insufficienti o precarie: ne abbiamo prova volgendo l’attenzione - di analisi e di critica - fra i protagonisti della pittura del Cinquecento dove spicca un Artista di alto profilo, Giovan Francesco Caroto (1480 circa-1555 ).

Giovan Francesco CarotoGiovan Francesco Caroto

Ebbene pochi sanno fosse bergamasco; finora era noto come lombardo. A cercare di dipanare il problema sul comune di nascita, ecco l’impegno minuzioso dello studioso di storia e dell’arte, Adriano Carpani di Mozzanica, in coincidenza con la splendida rassegna ’Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese’, aperta il 13 maggio scorso (e visitabile sino al 2 ottobre prossimo) al Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra a Verona, curatori Francesca Rossi, Gianni Peretti ed Edoardo Rossetti.
Si tratta di una esposizione di prestigio storico-artistico-culturale, meritevole di sguardo profondo su un Artista ‘ritrovato’ nel suo valore, considerato dalla critica ’itinerante’, certamente ricco di sfaccettature espressive da riscoprire e riproporre.

Giovan Francesco CarotoGiovan Francesco Caroto

Ebbene Carpani - del Centro Studi Storici della Geradadda (Cassa Rurale-Bcc di Treviglio) - si è occupato di Caroto per individuare le origini della famiglia e il luogo di nascita, manifestando l’alta probabilità (se non certezza) di Mozzanica quale luogo nativo. La sua ricerca è preziosa tenuto conto delle qualità artistiche del Caroto: secondo le affermazioni dell’autorevole Giorgio Vasari fatte proprie da Carpani, l’Artista dopo avere percorso l’apprendistato nella bottega del miniaturista e pittore Liberale da Verona, frequentò il grande Maestro Andrea Mantegna a Mantova. La sua fama declinò con l’affermarsi negli Anni Quaranta del Cinquecento del nuovo linguaggio introdotto da Paolo Veronese(1528-1588).

Giovan Francesco CarotoGiovan Francesco Caroto

Se l'opera più conosciuta di Caroto è sicuramente ’Ritratto di fanciullo con disegno’ (1515-1520) ,dipinto ad olio su tavola, apprezzato per la originalità e per lo sguardo interrogativo, quasi beffardo del soggetto (opera conservata al Museo di Castelvecchio a Verona), tuttavia si conoscono una serie di altre opere importanti grazie ad una vasta produzione, dovuta in gran parte ad una intensa committenza da parte di ordini religiosi e conservata perlopiù a Verona: affreschi della Cappella Spolverini nella chiesa di Santa Eufemia(1512),’Sacra Famiglia con San Giovannino (1531) e ‘Tre arcangeli’ nel Museo di Castelvecchio, ’Sant’Orsola’(1545) in San Giorgio in Braida.

Giovan Francesco CarotoGiovan Francesco Caroto

Circa la nascita, ecco quanto Carpani presenta nei suoi studi. Pur nelle notevoli difficoltà a risalire a dati certi, favoriti solo dalle decisioni del Concilio di Trento(1563),che stabiliva come ogni parroco dovesse tenere ’i registri dei battesimi, dei defunti, dei matrimoni’, alcune notizie utili provengono da altre fonti d’archivio.
Per esempio ‘nell’elenco degli uomini di Mozzanica che il 10 novembre 1468 giurarono fedeltà al duca di Milano Galeazzo Maria Sforza troviamo un certo Pietro de Carotis figlio di Giovanni: si tratta forse del padre e del nonno del nostro pittore?’. Questa è la domanda-chiave che lascia presumere, da Carpani, una risposta positiva.

Giovan Francesco CarotoGiovan Francesco Caroto

Lo storico ricorda anche che ‘ tra i notai del XV secolo iscritti alla matricola di Milano, pertanto abilitati ad esercitare la professione nella città e nel Ducato, si possono annoverare Bertone Caroto de Mozanicha figlio di Giacomo, a cui si aggiunsero in seguito i figli Ambrogio e Giovanni e il nipote Stefano figlio di Giovanni’ . Per ultimo - annota Carpani – si può aggiungere che in un elenco stilato durante la redazione dell’Estimo del 1502 risultano residenti a Mozzanica otto nuclei familiari che portano il cognome Caroto (de Carotis).
Le fonti avvalorano l ’ipotesi che Giovan Francesco Caroto - Pittore al quale Verona a distanza di secoli dedica una grande postuma – fosse un bergamasco. Comunque è significativo averne scoperto non solo l’area di nascita, anche la singolarità di una prestigiosa presenza nella storia dell’Arte.

Giovan Francesco Caroto

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