#307 - 21 maggio 2022
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi1 luglio, quando lascerà  il posto al numero 310. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più¹ importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cultura e Società

Guerra e ricerca della pace

Non e' un videogame

di Amanzio Possenti

Le informazioni sulla guerra in Ucraina riempiono 24 ore su 24 le cronache di giornali, social, radio e Tv, un rincorrersi di notizie in tempo reale come mai era accaduto in nessuna delle molte (troppe) guerre precedenti.
Non c’è missile o bombardamento che sfugga alla nostra conoscenza, accompagnata da puntuali immagini.

Non e' un videogame

Una congerie comunicativa che per taluni sembra essersi trasformata in un ininterrotto videogame, una sequenza di ripugnanti violenze e di sterminate distruzioni seguite talvolta non con la logica di chi desidera sapere bensì con la frenesia di vivere (incautamente) un film senza fine.

Non e' un videogame

Dove finisce il fondamentale diritto alla informazione e inizia il corrispettivo dovere morale alla partecipazione di un dolore universale vissuto con umana ( e cristiana) sensibilità, oltre il ritmo incandescente degli orrori? Si ha l’impressione che alcuni seguano l’impianto narrativo come fosse un’ irreale figurazione nella quale immergersi senza criterio critico, con banale abbandono: da videogame appunto. Eppure le atrocità e le morti sono dati e circostanze reali, terribili, suscitatrici di emozioni che irrompono, pesantissime, nel cuore e nella mente di ciascuno.

Non e' un videogame

Sono immagini che devastano, colpiscono e interrogano sulla limiti della fraternità e sui valori della vita distrutta senza compassione: non possono diventare dei vuoti umani, assenti, fuorvianti, neppure per assuefazione, abitudine quest’ultima negativa che conduce ad accettare come ’normale’ ciò che è anormale, inaccettabile.
Qualora simili comportamenti di anomalo coinvolgimento fossero soltanto di alcune persone - e si spera poche - questo non esime dall’importanza di ripristinare attenzione responsabile e forte sugli eventi tremendi che le immagini propongono.
Siamo davanti a crimini umanamente insopportabili e che richiedono una rivolta morale severa, affinchè i cumuli di orrori sfidino le coscienze dei responsabili e provochino preghiera di pace e di amore fra quanti li sentono come pesi intollerabili, intrisi di ferocia e di inciviltà.

Non e' un videogame

Papa Francesco rinnova ogni giorno l’appello al cessate il fuoco, consapevole che la guerra è portatrice insensata di lutti e di ingiustizie e che solo la pace, frutto primario dell’amore di Dio e manifestazione di convivenza, assicura all’umanità - non solo ai contendenti in guerra - il cammino della serenità e della prosperità comune.

Non e' un videogame

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