#293 - 9 ottobre 2021
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Fotografia

Indispensabile andare veloci e trovare la foto giusta

Viva i Taxi

di Guido Alberto Rossi

Viva i TaxiViva i Taxi

Noi (fotografi) dipendiamo dai taxi, credo che tutti i miei colleghi siano d’accordo sull’importante ruolo svolto dai taxi e anche degli autisti di limousine, di auto fuori strada e dei guidatori di tuk-tuk e rickshaw, nello svolgimento della nostra professione.

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Personalmente ho scattato più foto belle grazie a tutti questi autisti che usando il cavalletto.
Senza i taxi ai tempi della pellicola sarebbe stato impossibile fare le riviste illustrate, era uso comune che le redazioni chiamassero i fotografi e le agenzie e ordinavano delle foto, come oggi facciamo con le pizze a domicilio.
Gli editori spendevano un patrimonio in taxi, magari per la ricerca della foto di un gatto chiedevano a dieci agenzie e fotografi diversi che a loro volta consegnavano le foto a dieci taxi, o pony express (taxi motorino), in modo che portassero in redazione le foto con relative bolle di consegna. E non sempre vinceva l’agenzia o il fotografo che aveva il gatto più bello, in molti casi la sorte della vendita, dipendeva dal traffico cittadino e quindi dai tempi di consegna. Poi era regolare che tirassero sul prezzo della foto scelta.

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Non credo ci sia tipo di fotografo che non conti sulla affidabilità dei taxi, ovvio che per chi fa reportage e quindi deve girare sia per le città che attraverso stati o regioni in giro per il mondo i tassisti e gli autisti locali sono indispensabili, vuoi perché parlano la lingua del posto e sanno leggere le indicazioni stradali, magari scritte solo in mandarino, poi conoscono angoli interessanti e se per caso capita che uno di questi autisti abbia già scorrazzato un fotografo professionista, la vita per il fotografo successivo sarà facile.

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Ma anche il fotografo di moda ha bisogno del tassista altrimenti la modella brasiliana o ucraina difficilmente arriverebbe in studio con i mezzi pubblici all’ora stabilita, senza contare la top model che se la tira e vuole solo essere scarrozzata in limousine con autista in divisa.
Ricordo anche quella volta che un mio amico fotografo di food, un attimo prima dello scatto si è accorto che nella composizione della foto, seguendo fedelmente la ricetta, gli mancava una fetta di papaya: panico. Vicino al suo studio non c’era nessun negozio di frutta e verdura, la papaya si trovava solo da un fruttivendolo chic del centro, grazie al taxi che l’ha portata attraversando tutta la città è arrivata prima che tutto il resto del cibo andasse a male.

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Nel 1973 in Cambogia, durante la guerra, dividevo il costo di un taxi locale con due o tre colleghi, non era solo per la spesa che comunque ai tempi aveva il suo peso, ma i bravi autisti erano anche ben documentati di dove andare senza correre rischi eccesivi, in quel periodo tutte le strade che portavano a Phon Penh erano tagliate a qualche chilometro dalla capitale e dove erano tagliate c’era la linea del fronte.
In Afganistan e Iraq alcuni autisti sono stati uccisi insieme ai loro clienti fotografi e cineoperatori, perché nella maggioranza dei casi anche gli autisti vengono contagiati dalla febbre della foto migliore, quasi sempre anche la più pericolosa.

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Nel caso di un reportage in un qualsiasi parco nazionale africano, senza un bravo autista che conosce, vede gli animali e sa come comportarsi nei vari casi, il fotografo da solo non scatterebbe una sola foto decente, infatti se poi fosse la prima volta che fotografa in Africa, difficilmente vedrebbe un elefante che è due metri dentro la boscaglia e magari correrebbe anche il rischio di essere schiacciato dal bestione disturbato dal clic.

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Quando si viaggia in paesi Europei, in America del Nord e Sud, in alcuni paesi africani o in Australia si possono anche utilizzare le auto a noleggio e girare per conto proprio, senz’altro si riducono i costi magari a scapito di un angolo conosciuto solo agli autisti locali, magari no, perché uscendo dai soliti itinerari si può anche trovare qualcosa di nuovo che merita uno scatto. Ma guidare in molti paesi per uno straniero può essere complicato non solo per via della lingua, nonostante i navigatori, ma può anche essere pericoloso, non oso pensare cosa potrebbe succedere in India in caso d’un incidente con una vacca vagante. Ci sono anche alcuni paesi dove le infrazioni stradali possono essere punite con la fustigazione e francamente preferisco che le prenda qualcun altro al posto mio.

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