#288 - 19 giugno 2021
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarrà  in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascerà  il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il più piccolo degli animali è una delle più nobili virtù che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuerà  a massacrare gli animali non conoscerà  ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo è il più crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si è capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Religione

Preghiera e quotidianita'

una sorta di rigo musicale

di Amanzio Possenti

Molto spesso siamo talmente assorbiti dal lavoro da dimenticarci di Dio, di un momento di preghiera, non solo per chiedere ed invocare, anche e soprattutto per comunicare, ringraziare e lodare.
Eppure tra lavoro e preghiera, ricorda Francesco, c’è complementarietà, dunque non può esserci il primo senza la seconda.

E’ una osservazione che aggiunge qualità alla vita di un cristiano al quale si rammenta, con una poetica visione, che «la preghiera è una sorta di rigo musicale», dove bellezza e amore donano armonia facendone stile di quotidianità.

Siccome Francesco si propone di entusiasmarci nella fede e di non lasciarci errabondi nel possibile smarrimento, altre precisazioni accompagnano il suo invito (prezioso) a riflessioni più ardite: «Non è sana una preghiera che si aliena dalla vita’, a sottolineare che se essa si distacca dalla concretezza, può diventare ‘spiritualismo o ritualismo’. Non vero atto di ricerca e di accoglienza d’Amore».

Si tratta in definitiva di agire con l’ardore tipico del ’fuoco sacro’ usato nei templi antichi, ardore di convinta partecipazione non di distratta adesione, ardore che sollecita e interroga, inebria e coinvolge sicché la preghiera si fa risposta e proposta, di cuore che si affida.
In breve, se pregare è fonte di amore e la lode è segno di comunione, l’uomo contemporaneo, schiacciato dal peso (necessario ed essenziale) del lavoro, finisce tuttavia per sottrarsi, orgogliosamente, dalla preghiera considerandola estranea alle esigenze quotidiane.
Se cristiano, rischia di smarrire il percorso di speranza nella Storia.

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