#277 - 7 gennaio 2021
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 22 gennaio, quando lascerà  il posto al numero 278. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco che avanza la satira: Se sei felice non urlarlo, il dolore ha il sonno leggero - Trovo che la televisione sia molto educativa, ogni volta che qualcuno l'accende vado in un'altra stanza a leggere un libro (G.Marx) - Non c'è nulla di più facile che smettere di fumare, io stesso ho smesso già  137 volte! (M. Twain) - Quando voglio prendere una decisione di gruppo, mi ricordo di specchi (W. Buffet) - L'alcol uccide lentamente. Non è problema, non ho fretta! (G. Courteline) - Quando dicono che lo fanno per il tuo bene, generalmente è per il loro - L'uomo ha inventato la bomba atomica ma nessun topo costruirebbe una trappola per topi (E. Eistein) - E' un peccato che peccare sia peccato (F. Collettini) - E' ridicolo come ti sei bardato per questo mondo! (F. Kafka) -
Piccoli Grandi Musei Italiani

"una cosa bella è una gioia per sempre" John Keats

Isernia
(Molise)

Museo dei costumi

di Alessandro Gentili

Museo dei costumiMuseo dei costumi

L'iniziativa molisana è frutto di un progetto culturale su cui la Regione Molise di Isernia ha investito al fine di trovare una collocazione museale alla prestigiosa collezione raccolta in anni di appassionate ricerche da Antonio Scasserra, giovane collezionista che è riuscito, sin dalla sua adolescenza, a reperire rarissimi esemplari di costumi femminili di uso festivo e nunziale.

Museo dei costumiMuseo dei costumiMuseo dei costumi

La collezione si compone di 35 costumi completi e di oltre un centinaio di elementi di abbigliamento che provengono da quei paesi del Molise che, più di altri, hanno mantenuto nel tempo l'uso dell'abbigliamento tradizionale.
Si tratta di costumi femminili poichè in una società caratterizzata dalla pratica della transumanza, e quindi strutturata su un evidente sistema matriarcale, la donna era detentrice di un forte bagaglio di conoscenze, punto fermo della società per il quale rappresentava certezza dell'origine, continuità della memoria, speranza del futuro, mantenimento della ricchezza patrimoniale e custode della tradizione intesa anche come regola di vita.

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L'arco cronologico della collezione va dall'Unità d'Italia alla Prima Guerra Mondiale, ovvero dal momento in cui i costumi hanno raggiunto la massima espressione fino alla loro caduta in disuso. Tra tutte le storture della Grande Guerra, infatti, una cosa positiva accadde: le famiglie si ritrovarono per tanto tempo, se non addirittura per sempre, senza la figura maschile e quindi le donne furono costrette ad uscire di casa, andare a lavorare, e a svestire i costumi della tradizione. Questo elemento di rottura con la tradizione rappresentò il primo passo dell'emancipazione della donna nella società contadina.

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Per quanto riguarda l'ambito geografico della collezione, seppur il nome del Museo fa riferimento al Molise, esso non si riferisce all'attuale regione molisana, bensì al territorio che prima delle riforme amministrative faceva parte dell'allora Provincia di Campobasso; per cui nell'area espositiva del museo trovano spazio anche costumi di quei comuni del matesino casertano, in primis Letino e Gallo Matese, che vantano la stessa matrice culturale del Molise.

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Oltre alla sezione dedicata ai costumi, particolarmente ricca è quella dedicata all'oreficeria popolare, con oltre 1.000 pezzi esposti, prodotti in larga parte ad Agnone che, al pari di Napoli, capitale del Regno, si affermò per l'eccellenza e la raffinatezza delle lavorazioni.
La preziosità della raccolta museale, aldilà dell'indubbia bellezza intrinseca dei costumi e degli ori, risiede soprattutto nella qualità , rarità e buono stato di conservazione. A ciò si affianca la capacità di testimoniare il complesso universo simbolico che le genti molisane esprimevano attraverso l'uso del costume. Una visita diventa, quindi, un viaggio nella memoria: un viaggio particolarissimo, ricco di sorprese e suggestioni, un viaggio dentro l'anima e l'origine del popolo molisano, un popolo semplice, ma ricco di creatività e fantasia che esprimeva attraverso il modo di abbigliarsi.

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Sono stato in Molise un paio di volte per un trekking che partiva da Pietrelcina e toccava i luoghi frequentati da Padre Pio. Siamo restati allibiti davanti alla bellezza di questa regione praticamente sconosciuta alle cronache. Non parlo solo della bellezza territoriale e paesaggistica che in tutti noi del trekking ha ispirato sentimenti di pace e sobrietà , ma anche di una certa accoglienza degli abitanti rannicchiati in queste cittadine, abitanti che sostavano fuori dalle porte, porte aperte che facevano intravvedere l'interno delle case, case aperte e disponibili per una breve visita, un breve ragguaglio, magari un breve ristoro.

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Sono lieto di poter scrivere anche poche righe in favore di luoghi molisani. Talvolta o spesso, si è come attirati dalla giusta fama di regioni più accreditate e in Italia ve ne sono molte. Parlo ovviamente a nome personale e di quelle persone con cui ho passeggiato lungo le strade di questa incredibile regione e mi fa piacere condividere e informare i lettori di questa sorpresa.
Vero: non basta una vita per conoscere e apprezzare il nostro Bel paese! Buona gita in Molise ai lettori di questo articolo.

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AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà  senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)