#258 - 7 marzo 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte di venerdi 10 luglio, quando lascer il posto al numero 267. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c' la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Pagine Preziose

Chiara da Montefalco

Una monaca medievale con il cuore aperto al mondo

Di Marino Pagano
Fede & Cultura Editrice

L'opera approfondisce la figura medievale di santa Chiara da Montefalco (1268-1308), mistica e religiosa agostiniana.

Chiara da MontefalcoChiara da Montefalco

Nota come Chiara della Croce per via di una spiritualità e religiosità assolutamente cristocentriche, è molto venerata in ambienti umbri e agostiniani.
Figurata quasi sempre nei contesti storici e monastici afferenti al lascito spirituale legato all'ordine agostiniano, santa Chiara, pur essendo assai documentata per via di un processo di beatificazione e canonizzazione secolare (è stata dichiarata santa da Leone XIII solo nel 1881), è forse ancora poco studiata, fatta eccezione in ambito storiografico specialistico o in quello teologico dello studio della spiritualità femminile medievale.

Pur essendo, secondo le fonti, "illicterata", la mistica montefalchese, grazie al dono della scienza infusa, era capace di dialogare con rilevanti uomini di chiesa o teologi che si recavano da lei in virtù della sua "fama sanctitatis". Non ha lasciato nulla di scritto, fatta eccezione per i cosiddetti "dicti" clariani, per lo più raccolti dalle sue consorelle post mortem.
Chiara fu infatti badessa del monastero agostiniano di Santa Croce a Montefalco (Pg), città di cui la santa è originaria e in cui ha sempre vissuto.
Un profilo biografico critico snello e un inquadramento storico legato all'inserimento di questa figura di donna mistica prettamente medievale all'interno del monachesimo femminile dell'epoca: questo realizza questo libro e può costituire un certo interesse tra appassionati e devoti.

Santa Chiara come piena espressione della santità e della teologia medievale.
Teologia che molto deve al doppio influsso: agostiniano ma anche francescano. Chiara santa tradizionale ed ortodossa: non esita a condannare e denunciare gli eretici. Insomma, un profilo di una santa che, a suo modo, produsse cultura. Un'opera debitrice della bibliografia sull'esperienza della santa e del monachesimo; un lavoro nel solco del metodo storico ma pensato non solo per gli specialisti. L'approccio è legato a quello classico della buona divulgazione: apparato specialistico alle fonti ma elaborato finale, appunto, leggibile per tutti.

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero stato il mezzo pi sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ci che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille pu inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo cominciato senza l'uomo, e finir senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico , per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -