#257 - 22 febbraio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Televisione

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

“Il giorno della memoria”, “il giorno del ricordo”, “per non dimenticare”, “la memoria condivisa”, “la memoria collettiva”
Non passa giorno che qualcuno – dal Presidente della Repubblica al giornalista del più recondito anfratto televisivo – non menzioni – di passata o con l’enfasi delle occasioni solenni – quel misterioso luogo della nostra psiche che ha qualcosa a che fare con la percezione della nostra identità: il luogo deputato ai ricordi, la memoria appunto.

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Il ricordo è una forma di incontro, sentenziava l’esteta mistico Kahlil Gibran. Per saperne di più su questo misterioso e onnipresente “organo” che in qualche modo ci definisce e ci condiziona, con la curiosità compulsiva che ci caratterizza, abbiamo deciso di fare una ricerca sommaria nei ripostigli del web – altro luogo della memoria, sconfinato e caotico- e abbiamo quindi scovato, tra i video di YouTube, un frammento di Ulisse - vecchio di alcuni anni- il programma di divulgazione culturale del bravo Alberto Angela che espone un’indagine sulla memoria dal punto di vista della scienza ufficiale, com’è costume di Alberto e del celebre padre Piero. Apprendiamo così – ma già un po’ lo sapevamo- che ad imprimersi nella memoria è soprattutto ciò che coinvolge la nostra emotività e che, comunque, i ricordi (quelli detti a lungo termine) tendono col tempo ad affievolirsi a meno che non vengano richiamati alla mente con una certa frequenza. Ma qui - aggiunge la voce bene impostata fuori campo, mentre scorrono alcune immagini - si nasconde un' insidia. E la narrazione comincia a farsi interessante. Perché – ci viene spiegato - nel richiamare un ricordo, inavvertitamente lo rielaboriamo. E dunque ricordare non è come riguardare una fotografia ma piuttosto come ricopiare un disegno: possiamo compiere degli errori, inserire nuovi particolari o cambiare i colori. “Ogni volta che ricordiamo qualcosa in qualche modo manipoliamo i ricordi” - commenta Angela - “ma allora quanto sono affidabili le nostre memorie? E sono credibili i testimoni?” Segue un intervento del neuroscienziato Piergiorgio Strata: “Ci possiamo fidare della nostra memoria?” - si domanda – “ci possiamo fidare ma dobbiamo stare attenti: prima di tutto perché possiamo sbagliare, e poi soprattutto quando vogliamo la verità da qualcuno, dobbiamo evitare di forzarla. Si è dimostrato che il modo di interrogare della polizia, come quello dello psicoanalista, spesso tende a forzare la memoria e a indurre, di conseguenza delle false memorie”.

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In conclusione, abbiamo più dubbi di prima sull’affidabilità del nostro prezioso strumento ma ci sembra di aver capito che lo spazio della memoria ognuno lo arrederebbe volentieri a suo modo senza lesinare estro e creatività e che la meccanica ripetizione e riproposizione di concetti o di immagini da condividere collettivamente avrebbe la funzione sociale di ritinteggiare periodicamente le pareti onde evitare inaccettabili originalità.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).